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Principi di legge condivisi
per la tutela delle minoranze in Pakistan

· ​Un rapporto elaborato da cattolici, sikh e indù ·

L’approvazione di alcuni principi legislativi di base per le minoranze religiose, in modo da assicurare i diritti civili delle comunità confessionali in Pakistan e mantenere le loro identità separate all’interno del più ampio tessuto socio-politico. È quanto hanno chiesto rappresentanti delle varie minoranze religiose presenti nel Paese, che hanno dato pieno sostegno a un rapporto elaborato dalla Commissione nazionale giustizia e pace (Ccjp) della Conferenza episcopale pakistana, che dal 1985 lavora per proteggere le comunità emarginate dalla discriminazione, assicurare un’educazione imparziale e la libertà di religione.

Il documento, presentato durante una conferenza stampa, comprende uno studio sulla situazione delle minoranze in uno scenario nel quale manca un’adeguata regolamentazione legislativa. La Ccjp ha ascoltato i pareri di esperti in diritto, studiosi, leader religiosi e li ha raccolti nel testo intitolato “Proposte di principi di legge di famiglia/personali per le minoranze religiose in Pakistan”.
I principi giuridici chiamati in causa riguardano vari aspetti della vita della popolazione che hanno collegamento con i loro valori religiosi: l’età minima per i matrimoni; la registrazione dell’atto matrimoniale; la dote; il divorzio e l’eventuale diritto al mantenimento; la successione e l’eredità; le pratiche per l’adozione; la custodia dei figli e il loro status giuridico.
Alla conferenza di presentazione del rapporto erano presenti numerosi esponenti di primo piano dei gruppi minoritari. Tra questi, Cecil S. Chaudhry, direttore esecutivo della Ccjp; Arifa Shakeel, coordinatrice del programma per la Ccjp; Sarah Quershi, del Faiz Foundation Trust; Amarnath Randhawa e Aroon Kumar, rispettivamente presidente e segretario generale dell’Hindu SudharSabha Pakistan.

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23 agosto 2019

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