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Primo stop alla riforma finanziaria di Obama

· I repubblicani al Senato votano compatti per il blocco della discussione sul progetto ·

Il primo test della riforma di Wall Street al Senato americano fallisce a poche ore dall’attesa audizione dell’amministratore delegato e del vice presidente di Goldman Sachs, Lloyd Blankfein e Fabrice Tourre. I repubblicani votano compatti per il blocco della discussione sul progetto di riforma avanzato da Chris Dodd: il voto procedurale si chiude con 41 voti contrari e 57 favorevoli, ovvero meno dei 60 necessari per l’avvio del dibattito in aula.

«Sono profondamente deluso dal fatto che i repubblicani abbiano votato per bloccare la discussione», ha commentato il presidente americano, Barack Obama, che, dopo aver incassato il via libera alla riforma sanitaria, ha fatto delle nuove regole per Wall Street la sua priorità. Alcuni dei senatori che hanno votato no all’avvio del dibattito «potrebbero ritenere la loro decisione una buona strategia politica, altri potrebbe ritenere lo slittamento un’opportunità per mantenere il dibattito a porte chiuse, consentendo ai lobbysti dell’industria finanziaria di indebolire o uccidere il progetto; gli americano non possono permetterselo», spiega Obama, ricordando come «la mancanza di tutela dei consumatori e la mancanza di responsabilità a Wall Street hanno messo la nostra economia in ginocchio e causato sofferenze a milioni di americani, ora senza lavoro e senza casa». Da qui l’invito del presidente al Senato a tornare a lavorare per il raggiungimento di un’intesa per una riforma che «consentirebbe di prevenire crisi analoghe a quella sperimentata».

Subito dopo il voto i negoziatori democratici e repubblicani sono tornati a trattare alla ricerca di un accordo, che le parti sembrano comunque non ritenere lontanissimo. Ad opporsi all’avvio del dibattito anche il democratico Ben Nelson, perplesso sulle regole stringenti previste per i derivati. Harry Reid, leader della maggioranza in Senato e ultimo a votare, si è espresso negativamente così da lasciarsi aperta la possibilità di convocare un nuovo voto procedurale più avanti. Proprio sui derivati è stato raggiunto prima del voto un accordo fra il presidente della commissione bancaria del Senato, Christopher Dodd, e quello della commissione Agricoltura, Blanche Lincoln.

Sempre ieri, Obama ha incontrato a Washington oltre 250 imprenditori musulmani provenienti da circa 50 Paesi in occasione di un summit organizzato dal dipartimento di Stato. Alla conferenza, che durerà due giorni, parteciperanno anche il segretario di Stato, Hillary Clinton, il ministro dell’Istruzione, Arne Duncan, il ministro del Commercio, Gary Locke, oltre al capo esecutivo di Yahoo! Jerry Yang e il banchiere indiano Muhammad Yunus, premio Nobel per la Pace 2006.

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