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Primo faccia a faccia
tra Damasco e l’opposizione

· Sul tavolo a Ginevra il futuro di Assad e la fase di transizione ·

Primo faccia a faccia tra Damasco e l’opposizione siriana. L’inviato speciale dell’Onu e della Lega Araba, Lakhdar Brahimi, ha annunciato che le due delegazioni avranno oggi un colloquio diretto. «Cercheremo di definire le procedure per facilitare gli incontri» ha assicurato Brahimi.

I negoziati dovrebbero continuare almeno fino al 31 gennaio. A Ginevra, ieri, Brahimi ha avuto incontri separati con le due delegazioni per sondare il terreno e capire quali sono le effettive possibilità di raggiungere una tregua.

Il futuro del presidente siriano, Bashar Al Assad, resta il principale ostacolo al raggiungimento di un accordo. L’Amministrazione di Washington ha più volte ribadito il proprio sostegno alla soluzione decisa nella prima conferenza, tenutasi sempre a Ginevra nel giugno 2012, ovvero l’esclusione di Assad dal futuro politico della Siria e l’apertura di una nuova fase di transizione. Secondo gli Stati Uniti, questo punto non è negoziabile, nel senso che è il primo presupposto delle trattative. Cina e Russia si sono opposte a questa linea, difendendo la sovranità e l’autonomia siriana — il cosiddetto principio di «non ingerenza» — e soprattutto il ruolo di Assad, che comunque è ancora il presidente in carica del Paese.

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