Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Primi passi per fermare
la vendita delle armi

· ​Approvata in Italia una mozione su quelle destinate allo Yemen ·

Dopo la Germania, la Danimarca, la Finlandia, la Norvegia e i Paesi Bassi, anche l’Italia si prepara a bloccare le esportazioni di alcuni tipi di armi verso Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, finché non ci sarà una svolta concreta nel processo di pace con lo Yemen. A chiederlo è una mozione presentata dalle forze di maggioranza, e approvata alla Camera. Toccherà ora al governo confermare l’impegno a sospendere le esportazioni di bombe d’aereo e missili che possono essere usati contro i civili. Al centro delle discussioni e delle polemiche ci sono da tempo le bombe aeree prodotte dalla Rwm Italia di Domusnovas. Il testo chiede anche di lavorare per arrivare a un vero e proprio embargo europeo. Soddisfazione per la mossa intrapresa dall’Italia è stata espressa dal mondo della cooperazione umanitaria, da Save the children a Oxfam, secondo cui tuttavia sarebbe più efficace sospendere l’export di tutto il materiale militare, non solo bombe d’aereo e missili, ed estendere il blocco anche agli altri Paesi membri della coalizione che opera nel Paese: Bahrein, Egitto, Kuwait e Sudan. Dall’inizio del conflitto, nel marzo del 2015, secondo l’Onu almeno settemila civili sono stati uccisi e più di undicimila sono rimasti feriti nei combattimenti. Il 65 per cento delle morti è stato attribuito ad attacchi aerei. «I bambini dello Yemen non possono più attendere oltre e non possono più continuare a subire sulla propria pelle il prezzo di un conflitto del quale non hanno alcuna responsabilità», ha dichiarato Save the children a proposito della mozione presentata in Italia.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

24 febbraio 2020

NOTIZIE CORRELATE