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Primi passi
di un’Europa accogliente

· ​Il Consiglio dei ministri degli esteri sulla proposta di un’azione organica in tema di migranti ·

La doppia azione dei ministri di Italia e Malta, rispettivamente Enzo Moavero MIlanesi e Carmelo Abela, col sostegno della Germania, ha riportato la discussione sulla gestione dei flussi migratori al tavolo del Consiglio esteri dell’Unione europea per affrontare i nodi irrisolti e tornare a insistere sulla necessità di dare una risposta organica alla distribuzione dei profughi soccorsi in mare. Un’iniziativa che ha ripreso forza alla luce degli ultimi casi delle navi delle ong rimaste per giorni in attesa di un porto sicuro in cui sbarcare. Uscendo dalla riunione Moavero Milanesi ha descritto la discussione come «positiva», con «unanimi apprezzamenti» per la proposta italo-maltese, e «un’ampia convergenza» dei paesi «sull’opportunità di un approccio strutturato».

Il ministro italiano, nel corso di un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha fornito qualche dato ulteriore sulla proposta presentata: Anzitutto, secondo Moavero Milanesi, bisogna «fare di più prima che le persone inizino a migrare. Occorrono investimenti maggiori, con finanziamenti sufficienti, nei Paesi dai quali si parte». Le risorse necessarie «sono ingenti e proprio per questo il tema deve entrare nei negoziati sul Quadro finanziario europeo 2021-2027». Per raccoglierle, «si può pensare anche all’emissione di appositi titoli europei di debito». Per Moavero «è giusto che quei migranti che legittimamente chiedono asilo possano farlo in luoghi il più possibile vicini a quelli che sono costretti a lasciare». E se l’asilo viene riconosciuto, «il rifugiato dovrebbe viaggiare verso l’Europa attraverso corridoi umanitari senza dover pagare i trafficanti». Ci vuole, aggiunge il ministro, «una seria organizzata lotta al traffico di esseri umani, con più cooperazione fra le forze di polizia e di sicurezza europee».

A imprimere il senso dell’urgenza è stata anche la spinta, al Condiglio Ue, del ministro degli esteri tedesco Heiko Maas, che ha sollecitato a porre fine ai «mercanteggiamenti» sulla pelle dei migranti salvati nel Mediterraneo centrale, impegnando la Germania ad accoglierne stabilmente «una quota» nel quadro di «un meccanismo vincolante» e nell’ambito di «una coalizione di stati volenterosi». 

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20 novembre 2019

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