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Primi aiuti ai civili che lasciano Aleppo

· Mentre prosegue senza sosta la battaglia tra governativi e ribelli ·

Circa 30.000 persone fuggite dai quartieri orientali di Aleppo hanno già ricevuto aiuti da parte delle Nazioni Unite. Lo ha detto ieri l’inviato dell’Onu per la pace in Siria, Staffan de Mistura, aggiornando anche il bilancio degli sfollati, saliti a 400.000 nelle zone assediate.

Le Nazioni Unite hanno cibo a disposizione per 150.000 persone nella zona occidentale di Aleppo, quella controllata da Damasco, ma non riescono ancora a raggiungere i circa 200.000 civili rimasti nei quartieri orientali, come ha precisato il consigliere di de Mistura per gli Affari umanitari, Jan Egeland. Inoltre, almeno 400 feriti gravi hanno bisogno di «un trasferimento immediato». Egeland ha poi dichiarato che la Russia vuole discutere con l’Onu la creazione di corridoi umanitari per Aleppo. Questo mentre prosegue senza sosta la battaglia che oppone governativi, supportati dai russi, e ribelli, spesso mescolati a gruppi di jihadisti. Ieri sono stati segnalati pesanti scontri in diverse aree nella parte orientale di Aleppo. I governativi hanno annunciato di aver preso il pieno controllo di Sheikh Said, un quartiere orientale molto importante dal punto di vista strategico.

Il bilancio delle vittime, soprattutto civili, cresce di giorno in giorno a ritmi spaventosi. Tra di essi, c’è anche Anas Basha, un operatore sociale di 24 anni che per mesi ha cercato di far ridere i bambini orfani e traumatizzati dal conflitto, travestendosi per loro da clown. Intanto, sul piano politico, funzionari russi e rappresentanti dell’opposizione siriana si sono incontrati nei giorni scorsi ad Ankara con la mediazione della Turchia, per discutere di un possibile cessate il fuoco che permetta il trasporto dei feriti e degli aiuti umanitari.

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17 ottobre 2019

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