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Prime case per gli sfollati a Genova

· Rischi per una parte di ponte non crollata ·

Parte di ponte Morandi  che sovrasta le case (Ansa)

Da oggi gli sfollati — oltre 600 — in seguito al crollo di ponte Morandi hanno i primi nuovi alloggi: il comune di Genova consegna le chiavi di 11 appartamenti ad altrettante famiglie, assicurando che nella settimana prossima sarà pronta un’altra trentina di case. Sono abitazioni reperite nel patrimonio comunale a circa due chilometri dal luogo del disastro, a San Biagio di Bolzaneto.
Intanto, continuano le difficoltà per la viabilità in città con possibili conseguenze sulle attività del porto di Genova, importante scalo commerciale del nord Italia. E si avverte il rischio di possibili nuovi crolli della parte est del ponte rimasta in piedi. In questi giorni, sostenuti dai vigili del fuoco, i residenti nelle palazzine sotto la parte di ponte non crollato hanno potuto a turno recarsi all’interno delle abitazioni per prendere qualcosa dei propri beni, ma al momento in attesa di ulteriori verifiche è stato vietato qualunque passaggio nell’area. Una operazione di recupero fatta nella consapevolezza dei rischi corsi e nella constatazione della necessità di demolire quelle abitazioni in vista del ripristino della sicurezza generale e della ricostruzione del ponte, ma anche con tanta tristezza per un allontanamento scioccante, avvenuto nel pieno della tragedia avvenuta martedì 14 agosto e costata la vita a 43 persone. Con gli ultimi rilevamenti fatti sabato pomeriggio, infatti, non risultano più dispersi.
Il crollo di ponte Morandi potrebbe esser stato determinato da «una serie di concause» e non solo dalla rottura di uno strallo. È quanto ha affermato Roberto Ferrazza, presidente della Commissione ispettiva del ministero dei trasporti, al termine del sopralluogo sulle macerie di ponte Morandi. Ferrazza ha anche assicurato che la procura ha autorizzato le verifiche per la messa in sicurezza dei monconi di ponte Morandi proposte da Anas, dopo aver avuto il parere favorevole dei consulenti.
Si fanno ipotesi sui tempi del dissequestro dell’area. Il presidente dell’Autorità del sistema portuale del Mar Ligure occidentale, Paolo Emilio Signorini, parlando a margine del Meeting di Rimini, ha affermato che entro un mese dal dissequestro delle aree sarà possibile creare i bypass per ripristinare a Genova i collegamenti merci ferroviari, oltre a quello stradale nell’ex area Ilva.

La società Atlantia, cui fa riferimento Autostrade per l’Italia, appena riammessa agli scambi di Piazza Affari, a metà mattina ha ceduto oltre l’8 per cento del valore. La decisione del governo di proseguire con la revoca della concessione penalizza in Borsa anche gli altri concessionari autostradali, da Autostrade Meridionali (-5,19 per cento) alle società del gruppo Gavio: Astm (-2,12 per cento) e Sias (-2,48 per cento).

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19 novembre 2019

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