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Prima udienza giubilare

· ​In piazza San Pietro il Papa saluta i pellegrini dell’anno santo ·

Tutti i cristiani ricevono col battesimo «un nuovo nome in aggiunta a quello che già danno mamma e papà, e questo nome è “Cristoforo”». Nella prima udienza giubilare dell’anno santo della misericordia — svoltasi sabato mattina, 30 gennaio, in piazza San Pietro — il Pontefice ha invitato ogni fedele a essere «portatore di Cristo» e a impegnarsi per comunicare agli altri la gioia ricevuta dal Signore.

Inaugurando la serie di incontri che, un sabato al mese, saranno riservati ai pellegrini del giubileo, Francesco ha dedicato la sua catechesi allo «stretto legame che intercorre tra la misericordia e la missione»: un legame che nasce dall’esigenza di rendere partecipi tutti della «bella notizia» ricevuta. «Il segno concreto che abbiamo davvero incontrato Gesù — ha spiegato in proposito — è la gioia che proviamo nel comunicarlo anche agli altri. E questo non è “fare proselitismo”, questo è fare un dono: io ti do quello che mi dà gioia».

Da qui la sottolineatura della «stupenda circolarità» che esiste tra misericordia e missione: «vivere di misericordia — ha assicurato il Papa — ci rende missionari della misericordia, ed essere missionari ci permette di crescere sempre più nella misericordia di Dio».

Al termine dell’udienza, salutando alcuni gruppi presenti in piazza, il Pontefice ha lanciato un appello per la salvaguardia della salute dei lavoratori e per la difesa della vita, «soprattutto quando è più debole e fragile». Poi, dopo aver ricordato la necessità di intensificare l’impegno «per ridurre l’inquinamento», ha concluso l’incontro con un commosso ricordo di Elvira Antobenedetto, una dipendente della Casa Santa Marta, morta venerdì a mezzogiorno dopo una lunga malattia.

La catechesi del Papa 

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18 gennaio 2020

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