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​Prima trattativa diretta
tra Cuba e Stati Uniti

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Si aprono oggi a Cuba due giorni di negoziati sulla normalizzazione dei rapporti tra Washington e L’Avana, e sulla riapertura delle ambasciate. 

L’incontro tra le delegazioni guidate dalla statunitense Roberta Jacobson e dalla cubana Josefina Vidal segue di cinque settimane l’annuncio fatto lo scorso 17 dicembre dai presidenti Barack Obama e Raúl Castro di voler mettere fine a un contrasto durato oltre cinquant’anni. I colloqui di oggi si concentreranno sugli sforzi per promuovere ciò che il dipartimento di Stato di Washington ha chiamato una «migrazione sicura, legale e ordinata», tema che include numerosi settori: dalla sicurezza dei voli charter tra Miami e L’Avana, alla lotta contro i passaporti falsi, a potenziali missioni congiunte di ricerca e soccorso in mare di quanti cercano di raggiungere le coste della Florida. In proposito, è proprio di queste ore la notizia che dopo l’annuncio di Obama e Castro si sono intensificati questi tentativi. Alcuni cubani, infatti, temono che venga abrogata la legge da tempo in vigore negli Stati Uniti e secondo la quale chi arriva dall’isola ha il diritto di non essere espulso e di avviare dopo un anno le pratiche per ottenere la cittadinanza. Tra i temi dei colloqui c’è poi la riapertura di un’ambasciata statunitense all’Avana e di una cubana a Washington.

Della necessità di accelerare l’allentamento delle misure restrittive verso Cuba fino ad arrivare alla possibile totale fine dell’embargo entro la scadenza del suo mandato presidenziale nel 2016, ha parlato ieri Obama nel discorso sullo stato dell’Unione tenuto al Congresso. Dalla settimana scorsa è in vigore il primo provvedimento esecutivo dell’Amministrazione di Obama che ha cancellato molte delle restrizioni su viaggi, affari e rimesse finanziarie a Cuba.

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20 agosto 2019

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