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In prima linea
contro l’ebola in Liberia

· Tre giorni di preghiera e digiuno per sensibilizzare alla prevenzione ·

Tre giornate di preghiera e digiuno sono state osservate venerdì, sabato e domenica dalle Chiese cristiane in Liberia come contributo alla sensibilizzazione in materia di pratiche igienico-sanitarie, essenziali per contrastare l’epidemia di ebola.

 La situazione nel Paese è preoccupante e gli sforzi per arginare il propagarsi del virus sono enormi, come racconta alla Misna suor Anna Rita Brustia, superiora provinciale delle missionarie della Consolata.

A Monrovia cinque giovani, cristiani e musulmani, hanno dato vita al gruppo «Domenico Savio & Don Bosco»: la loro missione non è di curare ma di aiutare a prevenire dando quelle istruzioni di base che il ministero della Salute cerca di diffondere, ma che non raggiungono le zone interne dove non c’è elettricità e quindi nemmeno la televisione. E dove nessuno è disposto a mettere a repentaglio la propria vita per salvare quella degli altri. Oltre a volantini e poster distribuiti al mercato locale e casa per casa, il gruppo interreligioso distribuisce guanti, maglie a maniche lunghe e disinfettanti a base di cloro, per limitare le possibilità di contatto e contagio. «L’informazione, la prevenzione e l’apertura del cuore — spiegano — restano i tre ambiti su cui lavorare, sconfiggendo anche il rischio della paura».

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16 ottobre 2019

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