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Prima la casa

· Allarme nella Repubblica Ceca per l’aumento del numero dei senzatetto ·

Circa centomila persone nella Repubblica Ceca sono senzatetto o rischiano di diventarlo. Secondo il Consiglio giustizia e pace, l’accesso all’edilizia popolare rappresenta uno degli strumenti fondamentali per migliorare la situazione nel Paese. «Dovrebbero avere la possibilità — afferma monsignor Václav Malý vescovo ausiliare di Praga e presidente della Conferenza episcopale ceca — di vivere in un appartamento, non in una casa-alloggio, in un ostello, in una casa di residenza temporanea o in altri locali non residenziali. Le case-alloggio, come le conosciamo oggi, non rappresentano una soluzione, bensì una causa del problema dei senzatetto».

«L’atteggiamento dell’opinione pubblica nei confronti di chi non ha una casa e la volontà di aiutarli — si legge nel documento del Consiglio giustizia e pace — dimostra che l’approccio a questo problema nelle democrazie tradizionali europee differisce rispetto a quello dei Paesi post-comunisti». Nella Repubblica Ceca, per esempio, — riferisce il Sir — la maggior parte della gente pensa che i senzatetto siano pienamente responsabili della loro situazione, non tenendo conto che la condizione che ha come conseguenza la perdita della casa può facilmente essere provocata da una combinazione di circostanze che potrebbero capitare a chiunque. Particolarmente allarmante è l’aumento del numero dei giovani senza fissa dimora, che affrontano il rischio di una disoccupazione di lungo periodo, con relativa rassegnazione alla propria situazione e alla relativa posizione nella società. «Abbiamo a che fare con alienazione, perdita del senso della vita e della propria identità», avverte il Consiglio Giustizia e pace.

La Chiesa cattolica sostiene la sperimentazione di un modello chiamato “Prima la casa” come una forma di integrazione complessa di persone che vivono in povertà, evidenziando che la situazione della disoccupazione, che spesso porta alla perdita dell’abitazione, deve essere risolta tramite tutti gli strumenti disponibili di politica occupazionale attiva, compreso lo sviluppo della cosiddetta imprenditorialità sociale.

La condizione di chi non ha casa — conclude il documento — rappresenta una forma estrema di esclusione sociale. Ignorarla significa minacciare la coesione di ogni società.

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24 luglio 2019

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