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Prima di tutto chi ha bisogno

· I presuli di Inghilterra e Galles preoccupati per l’effetto della Brexit ·

Giubileo, Brexit e il congresso eucaristico del 2018 sono stati i principali temi affrontati dalla Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles riunita nei giorni scorsi a Leeds per l’assemblea plenaria. Durante i lavori i presuli hanno pregato per la pace nel mondo, soprattutto per il Sud Sudan, l’Ucraina e il Medio oriente e hanno sottolineato l’atteggiamento più duro dei media nei confronti dei rifugiati che, «sempre più spesso, vengono descritti come un problema invece che come esseri umani con una storia e un grande bisogno di aiuto».

Al riguardo, l’episcopato ha sottolineato quanto sia importante la presenza degli immigrati in Gran Bretagna e Galles anche per la comunità cattolica: «Un segno della diversità della Chiesa in questo Paese che conta oltre cinquanta lingue diverse in alcune parrocchie e sessanta cappellani etnici nella capitale».
«I vescovi — ha spiegato al Sir il portavoce della Conferenza episcopale — sono critici verso chi promuove ostilità nei confronti degli stranieri, come è avvenuto durante la campagna referendaria sulla Brexit, pur riconoscendo che c’è una parte della popolazione che ha votato contro l’Unione europea perché si sente impoverita dalla crisi economica ed esclusa dal processo politico. È importante che la voce di questi ultimi venga ascoltata evitando un’agenda ostile nei confronti degli stranieri». 

I presuli hanno confermato che, qualsiasi forma prenda la Brexit, la procedura di uscita dall’Unione europea, essi continueranno a partecipare alle organizzazioni episcopali europee del Consiglio delle Conferenze dei vescovi d’Europa (Ccee) e della Commissione delle Conferenze episcopali della comunità europea (Comece) e sono «preoccupati dei più poveri che rischiano di pagare il prezzo maggiore» della decisione del Regno Unito.

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19 novembre 2019

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