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Prete di periferia e vescovo di strada

· È morto Antonio Riboldi ·

Prete di periferia, vescovo di strada: così in queste ore viene ricordato Antonio Riboldi, che si fece voce dei terremotati del Belice, in Sicilia, che vivevano al freddo nelle baracche, e fu pastore in terra di camorra, in anni in cui i morti si contavano a decine. La scomparsa del novantaquattrenne presule rosminiano, avvenuta all’alba di ieri a Stresa, ha suscitato grande commozione non solo nel mondo ecclesiale.

A dare l’annuncio della morte è stata la curia di Acerra dove Riboldi è stato vescovo dal 1978 al 1999. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato ai familiari e alla congregazione rosminiana un messaggio di cordoglio nel quale si ricorda l’attività del vescovo scomparso «a favore della solidarietà sociale e l’impegno per la legalità, in aperto e coinvolgente contrasto con la criminalità organizzata». Anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, e la presidente della commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, ne hanno ricordato l’azione per la giustizia e la solidarietà. Vasta anche l’eco sui mezzi d’informazione. Luigi Accattoli, nell’ampio ritratto pubblicato sul «Corriere della Sera», lo ricorda come «una delle figure più convincenti di prete e di vescovo dei poveri nell’Italia degli ultimi decenni».

Nato a Triuggio (Milano) il 16 gennaio 1923, nel 1968, dieci anni dopo essere arrivato a Santa Ninfa, nella Valle del Belice, in Sicilia, fu vicino ai suoi fedeli scossi dal violento terremoto. Soprattutto si fece megafono delle loro sofferenze e portò in tutte le sedi la protesta del popolo per le ruberie, gli sprechi e i ritardi che si erano accumulati nel corso degli anni. Nominato vescovo di Acerra il 25 gennaio 1978 da Papa Paolo vi, monsignor Riboldi fece il suo ingresso in diocesi il 9 aprile dello stesso anno. Sede vacante da 12 anni, ad Acerra c’era da rianimare la vita ecclesiale e da sostenere l’intera comunità cittadina. Attento alla vita e ai problemi delle persone, l’azione più impegnativa per complessità e per durata divenne il contrasto alla camorra.

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26 agosto 2019

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