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Prêt-à-porter shakespeariano

· ​Londra ricorda il grande incendio del 1666 e rende un nuovo singolare omaggio al drammaturgo ·

Non è certo a causa della Brexit se gli inglesi guardano al loro passato. La difesa e la promozione del patrimonio culturale sono da sempre caratteristiche della fierezza britannica. Così come il desiderio di preservare le radici storiche dalle quali scaturisce la modernità, a volte sorprendente, dei sudditi di sua maestà. I quali, si potrebbe dire, non vogliono proprio dimenticare nulla del loro passato, nemmeno i momenti più brutti.

La vetrina con i modelli ispirati all’Amleto

Perché, altrimenti, ricordare il terribile incendio che, tra il 2 e il 5 settembre del 1666, mandò letteralmente in cenere la città? L’infuocata rievocazione è avvenuta domenica 4 sul Tamigi, dove un fedele modello — lungo settanta metri — della Londra di 350 anni fa è stato dato alle fiamme, memento del devastante rogo partito da un panificio di Pudding Lane.

Le fiamme di domenica hanno distrutto per la seconda volta, anche se in piccolo, la Londra conosciuta da William Shakespeare. Ed è forse per risarcire il bardo di questo nuovo sfregio — oltre che per celebrarne il quarto centenario della morte — che i noti magazzini Selfridges hanno avviato la campagna Shakespeare Refashioned, attraverso la quale vengono proposte le creazioni di moderni stilisti, ispirate dalle opere del drammaturgo. Le vetrine di Selfridges in Oxford Street brillano così di modelli prêt-à-porter liberamente tratti da Romeo e Giulietta, Amleto o Sogno di una notte di mezza estate. Certo in alcuni casi si tratta di creazioni tutt’altro che pronte da indossare, almeno che non ci si voglia vestire di latta, cappello compreso, per riproporre le bizzarre atmosfere de La dodicesima notte.

L’iniziativa sembra stia riscuotendo un discreto successo, soprattutto tra i clienti più stravaganti, che vogliono reinterpretare il loro guardaroba autunno-inverno in chiave neo-elisabettiana. Ma l’intento di Selfridges non è solo quello di moltiplicare le vendite. Durante la campagna, negli spazi dei magazzini verranno infatti ospitate serate shakespeariane animate da attori di assoluto rilievo, primo tra tutti quel Sir Kenneth Branagh al cui genio si devono alcune tra le migliori trasposizioni cinematografiche moderne delle opere del drammaturgo.

Si tratta in certi casi di appuntamenti brevissimi: giusto il tempo della lettura di un sonetto, magari per cercare di sottrarre al loro destino le vittime dello shopping compulsivo. In altri casi si tratta invece di veri e propri esperimenti. Può quindi capitare di imbattersi nella riproposizione dei versi shakespeariani in chiave hip hop, il genere musicale in cui è determinante la dimensione ritmica del testo (rap). Per il momento non pare che un rap firmato da Shakespeare abbia scalato le classifiche. Ma, in fondo, non sarebbe questa una sorpresa. Almeno in Inghilterra, dove passato e presente sanno coesistere senza vergognarsi l’uno dell’altro.

di Giuseppe Fiorentino

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16 settembre 2019

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