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​Presto ma bene

· ​Intervento dei presuli colombiani sull’accordo di pace tra Governo e Farc ·

La fretta è spesso nemica del bene. Soprattutto quando si è di fronte a una situazione delicata come quella che contrappone il Governo di Bogotá e le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) i cui negoziati di pace sono dati in dirittura d’arrivo. 

Per questo i vescovi della Colombia invitano alla prudenza e avvertono il capo dello Stato, Juan Manuel Santos, e i negoziatori dei colloqui di pace in corso all’Avana sul fatto che, benché «non vogliano perdere tempo a Cuba», è più importante firmare un accordo solido per la pace. «Il presidente Santos è sollecitato a fare in fretta, ma io direi che è molto più importante usare il tempo necessario per fare bene», ha detto l’arcivescovo di Tunja, Luis Augusto Castro Quiroga, presidente dell’episcopato colombiano. Una presa di posizione che segue la forte accelerazione impressa dal Governo colombiano che sembrerebbe spingere per concludere le trattative, avviate nel novembre 2012, entro il 23 marzo 2016, data già ipotizzata dai capi delegazione all’Avana.

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