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Pressioni incrociate sulla Siria

· Colloqui tra Kerry e Lavrov a margine della conferenza internazionale sulla sicurezza ·

Pressioni diplomatiche incrociate segnano in queste ore il confronto internazionale sulla Siria, dopo la chiusura senza esiti certi, ieri, della prima tornata del negoziato a Ginevra. Sede di tale confronto è stata, sempre ieri, Monaco di Baviera, dove si è aperta la conferenza internazionale sulla sicurezza, alla quale intervengono anche i principali attori internazionali impegnati sulla questione siriana.

L’inviato dell’Onu e della Lega araba per la Siria, Lakhdar Brahimi, ha sollecitato le potenze internazionali a esercitare pressioni sul Governo di Damasco e sulle opposizioni affinché s’impegnino a discutere seriamente sulla fine del conflitto quando, il prossimo 10 febbraio, s’incontreranno per la seconda tornata della conferenza a Ginevra. «Spero — ha detto Brahimi — che quanti hanno influenza sul Governo e l’opposizione facciano sì che chi tornerà a febbraio si metta a discutere seriamente».

Alla questione siriana, secondo quanto riferito dal dipartimento di Stato di Washington, è stato dedicato anche un incontro tra i responsabili delle diplomazie statunitense e russa, John Kerry e Serghiei Lavrov, sempre a margine della conferenza di Monaco di Baviera. Kerry, che poco prima aveva accusato il Governo siriano di non rispettare la tempistica stabilita a settembre per lo smantellamento dei propri arsenali chimici, ha chiesto a Lavrov di premere su Damasco affinché consegni per intero le armi entro il termine previsto di giugno.

A Kerry e Lavrov si sono poi uniti il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, e lo stesso Brahimi, per un esame delle prospettive della conferenza internazionale Ginevra 2, anche in riferimento alla necessità di allargare la delegazione dell’opposizione, finora composta solo da una parte dei gruppi aderenti alla Coalizione nazionale siriana.

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20 novembre 2018

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