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​Presidiati tutti
gli aeroporti turchi

· ​Operazioni antiterrorismo dopo l’attacco di martedì che ha provocato 44 vittime a Istanbul ·

Si stringe sempre più il cerchio intorno alla rete di complicità nell’attacco terroristico di martedì scorso all’aeroporto Ataturk di Istanbul. Dopo gli arresti di ieri, la polizia turca ha compiuto e sta compiendo oggi diversi blitz in numerose abitazioni di sospetti militanti del cosiddetto Stato islamico (Is) nella metropoli sul Bosforo. 

Commemorazione delle vittime all’aeroporto  Atatürk a Istanbul (Ap)

Una decina di persone sono finite in manette. Tra queste, ha spiegato il ministro dell’Interno, Efkan Ala, ci sono anche dei turchi. A vario titolo, sarebbero tutti coinvolti nelle attività di preparazione della strage, il cui bilancio di vittime continua a salire. Ieri, dopo la morte di un ferito, è giunto a 44. Tra queste, 19 sono straniere, mentre un centinaio sono le persone ancora ricoverate sui 238 feriti accertati. Nel frattempo, il primo ministro, Binali Yildirim, ha annunciato che uomini con un addestramento speciale verranno dislocati a presidio di tutti gli scali aerei turchi. Per la Turchia tutti gli indizi continuano a portare verso la pista dell’Is, anche se dal califfato non è ancora arrivata alcuna rivendicazione ufficiale. L’altra svolta nelle indagini riguarda l’identità dei tre attentatori suicidi, tutti stranieri. I loro passaporti sono infatti stati rinvenuti in un appartamento di Istanbul, che avevano affittato trentadue giorni prima dell’attacco all’aeroporto: si tratta di un cittadino dell’Uzbekistan, uno del Kyrgyzstan e uno della Repubblica russa del Daghestan. Nuovi dettagli emergono anche sulla dinamica dell’attacco. In base a quanto ricostruito dagli investigatori, dopo essersi fatti portare in aeroporto in taxi al terminal internazionale, i tre terroristi si sarebbero separati, andando ciascuno nel punto previsto per il proprio attacco: uno agli arrivi del gate A, uno alle partenze e il terzo in un parcheggio vicino. Dopo essersi fatto prendere in contropiede all’aeroporto, l’antiterrorismo prova intanto a fare terra bruciata delle decine di cellule jihadiste presenti in Turchia. Anche oggi, diversi raid sono stati condotti dalla polizia in quattro quartieri di Smirne.

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18 settembre 2019

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