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la pace sociale in Senegal

· ​Mille osservatori della Chiesa in occasione delle elezioni presidenziali ·

Oltre mille osservatori e supervisori mandati dalla Chiesa cattolica hanno lavorato nelle quattordici regioni del Senegal per contribuire, assieme alle autorità, uno svolgimento tranquillo delle elezioni presidenziali tenutesi domenica scorsa nel paese africano. La missione di osservazione elettorale è stata condotta in collaborazione con gli scout del Senegal, come per il voto del 2012, che comprendeva l’elezione presidenziale su due turni e quella per il rinnovo del Parlamento.
Gli osservatori della Chiesa sono stati reclutati da tutte le diocesi del Senegal e sono stati formati per essere pronti per le elezioni.  Nell’ambito della missione di osservazione elettorale si sono svolte nei giorni scorsi numerose attività di sensibilizzazione al voto con incontri con i candidati o i loro rappresentanti su tematiche scelte dalla gente, una campagna di informazione e di educazione civica per i giovani, trasmissioni radiofoniche e incontri pubblici.
Alle urne Macky Sall si è confermato presidente del Senegal. Almeno secondo quanto annunciato dal primo ministro, Mohammed Dionne, che ha dichiarato la vittoria di Sall al primo turno, senza nemmeno aspettare l’arrivo dei risultati ufficiali. Secondo quanto dichiarato da Dionne, Sall avrebbe ottenuto il 57 per cento dei voti, superando nettamente lo sbarramento del 50 per cento necessario al primo turno per evitare il ballottaggio, che si sarebbe dovuto tenere il 24 marzo.

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