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Prendersi cura
del cammino di tutti

· Quattro appuntamenti per l’inizio dell’anno pastorale diocesano ·

Riunirsi «in un clima di preghiera e riflessione» e porsi «in un autentico ascolto dello Spirito, per comprendere cosa significhi abitare con il cuore la città». Questi gli obiettivi, indicati dal cardinale vicario per la diocesi di Roma, Angelo De Donatis, in una lettera indirizzata ai parroci della capitale per presentare i quattro incontri di inizio anno pastorale che, dal 16 al 20 settembre, si terranno nella basilica di San Giovanni in Laterano con sacerdoti, diaconi, religiosi, religiose e operatori sociali. Una novità annunciata già lo scorso 24 giugno, solennità della Natività di san Giovanni, e illustrata in un’altra lettera del mese seguente, un’occasione per riflettere, scrive il porporato, «sull’identità, i compiti e lo stile delle équipes pastorali», chiamate a «prendersi cura del cammino di tutti».

Il meeting sarà trasmesso in diretta su Telepace solo per la giornata inaugurale mentre le altre saranno visibili in streaming sulla pagina Facebook della diocesi di Roma. Lunedì 16, dopo l’adorazione eucaristica e la proclamazione di due testi biblici, sacerdoti, religiosi, diaconi, gruppi e membri dei consigli pastorali incontreranno il cardinale nel primo appuntamento dell’evento, «per dare concretezza alle “Linee per il cammino pastorale 2019/2020”» è scritto nella lettera; sui giovani è invece incentrato l’appuntamento di mercoledì, con la partecipazione di educatori e catechisti, insegnanti di religione, docenti, responsabili di oratori, associazioni, movimenti e animatori dei gruppi universitari. Dedicato agli operatori pastorali, impegnati nel servizio degli ammalati e dei poveri, il giorno successivo. Sarà possibile ascoltare quattro storie di vita vissute e testimonianze di diverse situazioni di povertà. Per la conclusione dei lavori, venerdì 20, spazio alla riflessione e alla condivisione con gli operatori di pastorale familiare, con il cardinale vicario che benedirà le gestanti e i bambini presenti.

«Esploratori coraggiosi» li ha definiti il porporato che individua tre “custodie” intorno alle quali si sintetizza il lavoro degli operatori pastorali: del senso, della comunione e del cammino. «Richiamare il senso del processo» significa non limitarsi alle fasi operative, ma «contemplare la presenza e l’azione di Dio nelle storie personali». Custodi della comunione significa invece «tenere vive le relazioni, motivare, sostenere le persone coinvolte» mentre il cammino si protegge richiamando i compiti, gli impegni, sollecitando i vari agenti parrocchiali, verificando gli sviluppi in corso, gli errori e i successi». (rosario capomasi)

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20 ottobre 2019

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