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​Prende forma il piano europeo sulle migrazioni

· ​Mattarella da Lampedusa richiama al dovere di difendere vite umane come sfida di civiltà ·

Bambino in un campo profughi sull’isola greca di Lesbo (Afp)

Resta l’incognita sulle centinaia di dispersi dell’ultimo naufragio nel Mediterraneo, avvenuto venerdì al largo di Creta. Sono solo sette i morti accertati al momento e 340 i sopravvissuti. Dei 700 che il barcone conteneva ne mancano all’appello circa 350. Intanto sul piano politico sembra accelerarsi l’impegno della Commissione europea sui progetti di sostegno ai Paesi di origine dei migranti. Martedì sarà presentata la comunicazione ufficiale sul cosiddetto migration compact. Per il via libero si dovrà aspettare il vertice europeo del 28-29 giugno, passando per i tavoli dei ministri dell’Interno, venerdì 10, e degli Esteri, lunedì 20. Innanzitutto va detto che si prevede un’azione immediata con 500 milioni per accordi con sette Paesi pilota: Niger, Sudan, Costa d’Avorio, Ghana, Nigeria e Senegal. Non ci saranno invece proposte legislative perché gli strumenti già esistono. Piuttosto sembra chiaro che si presenterà uno schema di azione per riorientare le risorse già previste nel capitolo 4 del bilancio pluriennale europeo per l’intera azione esterna Ue. Significa 96 miliardi di euro in sette anni. In tema di migrazioni, con la sua visita a Lampedusa, il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha richiamato l’Europa a non lasciare sola l’isola alla quale è debitrice perché «l’abnegazione degli abitanti di Lampedusa ha evitato che il Mediterraneo da mare di civiltà diventasse grande cimitero». Innegabile, nelle parole del capo dello Stato, «il merito storico dell’isola nei confronti della civiltà europea». Da anni l’isola italiana è in prima linea nelle emergenze migratorie.

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20 maggio 2019

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