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Preludio d’estate
in piazza San Pietro

Il preludio dell’estate in piazza San Pietro è stato salutato dalle note della banda giovanile 504 di Tegucigalpa, in Honduras. Musica e brezza, calore e luce hanno accarezzato i pellegrini giunti per l’udienza generale di mercoledì 5 giugno. L’allegria e la vivacità delle melodie centroamericane hanno dato il benvenuto a Papa Francesco al suo arrivo: sono reduci dal ventesimo festival internazionale di bande musicali, svoltosi a Giulianova, dal 29 maggio al 2 giugno.

Altri giovani, non al suono di musica ma correndo, saranno i protagonisti del 41° pellegrinaggio a piedi da Macerata a Loreto. Tutto ha inizio, come da tradizione, dall’accensione della fiaccola per la pace che Papa Francesco ha benedetto. Subito dopo, una staffetta di giovani tedofori partono alla volta di Macerata. Trecento chilometri attraverso l’antica strada che collegava Roma all’Adriatico, passando per Terni, Spoleto, Foligno e Assisi e toccando i paesi colpiti dal terremoto dell’Italia centrale per dare un segno di solidarietà e di fraternità. I giovani tedofori giungeranno sabato 8 allo stadio Helvia Recina di Macerata, dove verrà acceso il tradizionale braciere. Seguirà la messa, alle 20, celebrata dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana. Terminata la celebrazione inizia il pellegrinaggio: nel 1978 erano trecento persone; centomila nelle edizioni più recenti. Come ha spiegato monsignor Giancarlo Vecerrica, vescovo di Fabriano-Matelica, ideatore dell’iniziativa, l’arrivo nella cittadella lauretana è previsto all’alba di domenica 9. Quest’anno, ha aggiunto il presule, il pellegrinaggio è dedicato alla preparazione del mese missionario straordinario di ottobre, indetto dal Pontefice sul tema «Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo». Per questo motivo, Francesco ha benedetto anche centomila crocifissi che saranno consegnati insieme al mandato missionario ai partecipanti del pellegrinaggio all’arrivo a Loreto.

I cinquanta giovani tedofori erano accompagnati da monsignor Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata-Tolentino-Recanati-Treia, da monsignor Giampietro Dal Toso, segretario aggiunto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, e da padre Fabrizio Meroni, segretario generale della Pontificia unione missionaria e del Centro internazionale di animazione missionaria.

Altri giovani, invece, hanno bisogno disperato di essere salvati dalle acque del Mediterraneo, che per molti si trasforma nell’ultima dimora. L’associazione Salvamento maritimo umanitario (Smh) di Gipuzkoa in Spagna si occupa dal 2015 di aiuto in mare. I volontari operano tra l’Egeo e la Grecia e attraverso il presidente Iñigo Mijangos Churruca, hanno voluto esprimere al Papa il loro ringraziamento e la loro riconoscenza per tutto quello che fa e dice a favore dei migranti. Per l’occasione, hanno donato al Pontefice un salvagente indossato da un piccolo migrante durante un’operazione di salvataggio.

Alla solidarietà e al coraggio si è fatto riferimento anche durante l’incontro con la delegazione austriaca dell’associazione Rollon, che ha festeggiato con il Papa i trenta anni dal primo pellegrinaggio su sedie a rotelle. Per l’occasione i 103 pellegrini hanno partecipato anche alla première della pellicola dedicata a un prete martire, avvenuta martedì 4 nella Filmoteca vaticana. Si intitola Otto Neururer - Hoffnungsvolle Finsternis (“Otto Neururer - Tenebre piene di speranza”) e narra la vita del sacerdote morto il 30 giugno 1940 nel campo di concentramento di Buchenwald per aver consigliato una giovane cattolica di non sposare un uomo divorziato e apostata, appartenente al partito nazionalsocialista. A salutare il Pontefice la presidente dell’associazione, Marianne Hengl, e il regista del film, Hermann Weiskopf. (nicola gori)

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21 luglio 2019

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