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Preghiere
per una Brexit serena

· ​L’appello delle Chiese britanniche ·

 Nel clima di generale incertezza che accompagna il processo di uscita del Regno Unito dall’Unione europea, le Chiese locali, nelle loro diverse denominazioni, invitano le comunità cristiane a pregare per i leader politici chiedendo a Dio di «portare saggezza». Una preghiera a livello individuale ma anche comunitaria. In particolare i presidenti della piattaforma ecumenica inglese, Churches Together in England, insieme al più vasto organismo britannico, Churches Together in Britain and Ireland, sollecitano a fare in modo che «le chiese restino aperte per le comunità che cercano un luogo in cui pregare per le nostre nazioni».

Saranno i leader religiosi britannici a dare l’esempio. I sei responsabili delle Chiese inglesi, cioè l’arcivescovo di Westminster, il cardinale Vincent Gerard Nichols, l’arcivescovo di Canterbury e primate della Comunione anglicana, Justin Welby, il moderatore delle Chiese libere, Hugh Osgood, il presidente dei Quaccheri, Billy Kennedy, l’arcivescovo ortodosso Angaelos e il presidente delle Chiese pentecostali, Agu Irukwu, si incontreranno per pregare sabato 30 marzo nel centro di Londra. L’invito è che anche le Chiese negli altri paesi si uniscano «in simili espressioni di orante interesse per il futuro dei popoli e delle nazioni nelle isole britanniche e in Irlanda».

Anche l’Unione battista della Gran Bretagna (Bugb) ha chiesto ai suoi membri di scrivere lettere ai parlamentari per assicurarli delle loro preghiere. La Bugb ha affermato che, indipendentemente dal risultato, le sue chiese «continueranno a offrire spazi che promuovono la comunità e il dialogo e dove tutti sono i benvenuti».

A livello locale, i fedeli sono incoraggiati a ospitare nella stessa giornata «incontri informali» per riunire persone di tutti i punti di vista e incoraggiare una discussione aperta». Gli arcivescovi anglicani di Canterbury e York, Justin Welby e John Sentamu, hanno impegnato risorse per invitare le persone a «riunirsi e chiacchierare davanti a una tazza di tè e pregare per il nostro paese e il nostro futuro». Con lo slogan «Insieme», il programma include la lettura di brani biblici appositamente scelti, preghiere e domande progettate per favorire le conversazioni. Le note organizzative sollecitano i partecipanti ad avere «rispetto per l’integrità delle posizioni differenti, incoraggiando le comunità a considerare i punti di vista di tutti».

«Fra un secolo la Chiesa sarà ricordata per come ha reagito in questo momento cruciale della vita della nostra nazione e del nostro paese», ha affermato Welby. «Saremo quelli che hanno lavorato per disinnescare la tensione e l’ostilità? Saremo quelli che hanno chiesto civiltà e rispetto nel modo in cui parliamo e ci trattiamo l’un l’altro? Saremo quelli che non hanno mai smesso di pregare con urgenza e speranza per il nostro paese, le nostre comunità e i nostri leader politici — e per una via da seguire che permetta a ogni persona, famiglia e comunità di prosperare?», si è domandato l’arcivescovo di Canterbury, chiedendo di «pregare per il nostro paese in questo momento critico».

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16 ottobre 2019

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