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La vera rivoluzione

· La visita di Papa Francesco alla comunità di Sant’Egidio ·

«Pregate tanto. Abbiamo bisogno di preghiera nel mondo: per la pace» e per la «gente che non ha il necessario per vivere». Congedandosi da Trastevere, domenica pomeriggio, Papa Francesco ha sintentizzato così il senso della visita compiuta ai poveri assistiti dalla comunità di Sant’Egidio. 

Un incontro durato più di due ore, durante il quale il Pontefice con le parole e con i gesti ha condiviso l’impegno a favore dei «popoli che sono in guerra, i popoli che soffrono per la guerra», e quello per i «nuovi poveri», come ha detto accennando al fatto che «ogni mese tante famiglie non possono pagare l’affitto e devono andarsene via». Ringraziando per l’accoglienza ricevuta, il vescovo di Roma ha ribadito che alla base di tutto deve esserci la preghiera, «l’arma che noi abbiamo per toccare il cuore di Dio. Se noi preghiamo, lui ci ascolterà». Da qui la duplice consegna della «preghiera per i poveri e per la pace», alla quale ha voluto aggiungere una terza intenzione: «Pregate per me — ha concluso con una battuta — perché voi sapete che il mio lavoro è un lavoro “insalubre”, e ho bisogno degli “straordinari in preghiera”».

Con le parole pronunciate dal portone della cappella di Sant’Egidio, storica sede della comunità, il Pontefice ha concluso un lungo incontro iniziato poco dopo le ore 16.30 in piazza San Calisto. In piazza Santa Maria in Trastevere ha proseguito il percorso salutando soprattutto malati in carrozzella e anziani, come Iolanda che ha da poco compiuto cento anni. Sulla soglia della basilica ad attenderlo c’era una delegazione della comunità ebraica romana guidata dal presidente Riccardo Pacifici.

Dopo le testimonianze e i discorsi, il successivo momento di preghiera è stato introdotto da un canto d’invocazione allo Spirito Santo. Alla proclamazione del vangelo di Marco (10, 42-45) hanno fatto eco le intenzioni dei fedeli, scandite ciascuna dall’accensione di una candela. Si è pregato, tra l’altro, per i malati, soprattutto per le vittime dell’aids in Africa; per i migranti, perché l'indifferenza non continui a inghiottire quanti cercano una nuova vita attraversando il Mediterraneo; per i nuovi martiri a causa del Vangelo; per l’unità di tutti i cristiani; per le popolazioni di aree segnate da conflitti, come Siria, Terra Santa, Iran, Nigeria, Repubblica Centroafricana, Colombia e Ucraina; e per la città di Roma, affinché si apra alla speranza.

Il testo del discorso del Papa 

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14 ottobre 2019

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