Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

In preghiera
per le vittime innocenti

· Parla l’arcivescovo Shaw ·

Una “Giornata di preghiera per le vite innocenti dei martiri”: così i cristiani del Pakistan ricordano oggi le vittime degli attacchi terroristici di domenica e quanti sono stati uccisi nel recente passato solo perché professavano la loro fede.

Una giornata dedicata al dolore e alle lacrime, mentre la comunità cristiana si interroga su un futuro quanto mai incerto. «Viviamo nella paura», spiega l’arcivescovo di Lahore, Sebastian Francis Shaw, raggiunto telefonicamente da «L’Osservatore Romano» al termine di una riunione sulla sicurezza alla quale lo stesso presule ha preso parte insieme con le autorità locali. «Abbiamo chiesto sicurezza e protezione. Ma devo dire che questi attacchi sono difficili da prevedere e da evitare. Si tratta di persone ben organizzate, delle quali per ora non si sa molto. Sembrerebbero talebani ma non abbiamo elementi per poter dire se abbiano collegamenti o no con gli estremisti dell’Is». «Nessuno poteva aspettarselo», continua a ripetere l’arcivescovo riflettendo su quanto accaduto domenica. Il timore è che la comunità locale possa agire in preda alla rabbia quando invece serve, soprattutto, calma. «Stiamo cooperando, troviamo abbastanza aiuto dalle autorità», dice più volte l’arcivescovo, ringraziando il Santo Padre per «le belle parole» che ha detto all’Angelus e per la sua vicinanza. I mezzi di comunicazione locali, spiega ancora il presule, stanno dando ampie notizie su quanto accade alla comunità cristiana, forse spinti anche dall’intervento di Papa Francesco. E ciò aiuta a sentirsi meno soli. Anche se non basta, come ha ricordato la Commissione Giustizia e Pace della Conferenza episcopale del Pakistan, che in una nota esorta il Governo «ad adottare forti misure per proteggere le chiese e le minoranze religiose in Pakistan», ricordando che «la comunità cristiana è stata presa di mira dagli estremisti già in passato». Nella nota si ricorda che le chiese «avevano già subito minacce e avevano già chiesto alla polizia misure di sicurezza maggiori». Ma la sensazione è che per i cristiani oggi la sicurezza sia solo un miraggio.

di Marco Bellizi

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE