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Pregando
in ebraico

· All’udienza generale ·

È con un abbraccio che Papa Francesco ha accolto e incoraggiato otto detenuti che a Bollate, Secondigliano e Monza stanno compiendo — insieme ad altri novantotto — un concreto percorso di reinserimento sociale, sostenuto dall’azienda Cisco, con la comunità di Sant’Egidio e il ministero della giustizia. È un progetto che prevede la formazione gratuita dei detenuti per aiutarli a trovare lavoro una volta usciti dal carcere, ma che punta pure sulla solidarietà concreta per i più poveri e i disabili, con un piano che coinvolgerà anche la città di Roma.

Significativo, inoltre, l’incontro del Pontefice con il vescovo battista californiano Juan Carlos Mendez, leader di Church in Action e del Los Angeles Interfaith Council, e il rabbino Ron Li-Paz, capo spirituale della Valley Outreach Synagogue, che ha pregato con Francesco in ebraico.

«Trent’anni di impegno senza tentennamenti contro gli abusi sui minori e le persone vulnerabili, difendendo soprattutto i minori vittime di ogni abuso con particolare riferimento a pedofilia e pedopornografia»: ecco il servizio portato avanti da don Fortunato Di Noto con l’associazione Meter. Parroco della Madonna del Carmine di Avola e vicario episcopale per la pastorale per le fragilità della diocesi di Noto, il sacerdote ha insistito nell’urgenza di portare avanti questa lotta a tutto campo. «Da venticinque anni — spiega don Di Noto — celebriamo in tutta Italia e anche all’estero la Giornata dei bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e dell’indifferenza, per denunciare anche il crimine della pedofilia». A Papa Francesco, ha affermato il sacerdote, «abbiamo detto grazie per le sue parole e per il suo impegno nel cammino di prevenzione, accoglienza e accompagnamento, perché si orientino azioni comuni per favorire un ambiente e una comunità amorevole e protettiva nei confronti dei più piccoli».

A parlare con Francesco della «drammatica condizione delle persone albine in Malawi» era presente in piazza San Pietro Alfonso Della Corte, autore di un libro per denunciare proprio questa «inumana situazione e per documentare l’impegno nel contrastare i rapimenti e le uccisione di cui gli albini sono quotidianamente vittime» in molte parti dell’Africa. Con lui anche il missionario don Alfonso Raimo e i curatori del libro Benedetta Tintillini e Ilenia Mischianti.

Con un abbraccio il Papa ha accolto una delegazione dei partecipanti al convegno internazionale «Senti chi parla! Autismo: Gestalt disability therapy e le terapie cognitivo-comportamentali» che si terrà dal 9 all’11 maggio a Monreale. Il convegno, spiegano gli organizzatori, «interessa medici, assistenti sociali, insegnanti, genitori e operatori pastorali per fare il punto sui trattamenti dell’autismo e le patologie correlate». Da alcuni anni «il rapporto tra la diocesi di Monreale e l’arcidiocesi di New York costituisce un’importante occasione di formazione e informazione accedendo all’operatività dei centri di ricerca e terapia più moderni». In particolare, «la presenza a Monreale dei professori del The Center of Discovery di New York permetterà, in particolare proprio ai genitori, di condividere esperienze, dubbi e paure cercando nuove strade di speranza nel trattamento dell’autismo e delle patologie correlate».

Per ricordare i martiri di La Rioja beatificati lo scorso 27 aprile — il vescovo Enrique Ángel Angelelli Carletti e tre compagni — una delegazione venuta dall’Argentina ha portato a Francesco alcune reliquie. Mentre da Košice, in Slovacchia, sono arrivati duecento pellegrini per consegnare al Papa una reliquia di Anna Koleśarová, beatificata il 1° settembre 2018. Inoltre la fondazione ungherese intitolata al cardinale Mindszenty ha donato a Francesco una statua dell’eroico porporato, copia in miniatura del monumento eretto a Esztergom, scolpita dallo scultore russo Vladimir Surovtsev.

Infine, da oggi c’è una rosa chiamata «Papa Francesco»: a presentargliela, durante l’udienza, è stato Vittorio Barni — accompagnato da Vincenzo Scaccione — che ne ha donato al Pontefice due esemplari .

Prima di entrare in piazza San Pietro per l’udienza generale, nella piazza dei Protomartiri, il Papa ha benedetto la grande «campana per la pace» che ora sarà portata nel santuario dei Santa Giuliana a Vigo di Fassa, nel cuore delle Dolomiti. La campana, spiega il sindaco Leopoldo Rizzi, promotore dell’iniziativa, è simbolicamente dedicata «ai popoli ladini e a tutte le minoranze del mondo».

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18 ottobre 2019

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