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Predicazione e diaconia

· Verso il sinodo valdese di Torre Pellice ·

Torino, 18. «Predicazione e diaconia sono le due facce di un’unica medaglia. Se vogliono mantenere la loro specificità cristiana, non possono che crescere insieme e chiamarsi a reciproche responsabilità. Ci auguriamo di trovare nel sinodo una sintesi costruttiva».

Parole del pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese — l’organo esecutivo dell’Unione delle chiese metodiste e valdesi — alla vigilia dell’annuale sinodo. Dal 21 al 26 agosto presso la Casa valdese di Torre Pellice, in provincia di Torino, si terrà il tradizionale appuntamento al quale sono attesi 180 deputati, per metà pastori e per metà laici. Numerosi e di stretta attualità gli argomenti all’ordine del giorno: migrazioni e accoglienza, diaconia e l’otto per mille, cinquecentenario della Riforma protestante, ecumenismo.

Soffermandosi sui possibili nodi del dibattito sinodale, in un’intervista all’agenzia Nev, Bernardini richiama l’importanza delle relazioni ecumeniche evidenziatasi, per esempio, anche nella recente realizzazione del progetto pilota dei “corridoi umanitari”, che sostiene concretamente l’ospitalità in Italia delle persone che fuggono dal conflitto siriano. «Quest’esperienza — afferma — ha rafforzato la collaborazione ecumenica anche ad altri livelli: per esempio sul confine di Ventimiglia dove la diaconia valdese collabora con la Caritas locale nell’assistenza ai profughi bloccati sul confine francese. Si tratta inoltre di un’importante iniziativa di diaconia politica ecumenica, che coinvolge l’opinione pubblica e le istituzioni europee». Non solo, «tutto ciò non si sarebbe potuto realizzare se alla base non ci fosse stato il rapporto di fiducia reciproca e collaborazione tra noi e la Comunità di Sant’Egidio. L’ecumenismo, quindi, non è solo una questione interna tra cristiani ma è anche un modo per svolgere meglio il servizio e la missione cristiana nel mondo a cui tutti, evangelici e cattolici, siamo chiamati».

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19 maggio 2019

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