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Precursore
dell’Europa unita

· ​La scomparsa dell’ex cancelliere Helmut Schmidt ·

L’ex cancelliere tedesco, Helmut Schmidt, è morto ieri ad Amburgo a 96 anni. Con lui si spegne la voce di una istanza morale del Paese, di un mentore assoluto dei tedeschi, di un cancelliere illuminato. Schmidt — che fu cancelliere dell’ex Germania Ovest tra il 1974 e il 1982 periodo che segnò il culmine della guerra fredda — rimarrà nei libri di storia come il leader che guidò la Germania contrastando l’emergenza terrorismo e la crisi economica, contribuendo a formarne la consapevolezza europea e spingendo sul motore dell’amicizia franco-tedesca. 

La sua azione fu incisiva anche nel quadro internazionale, diviso nei due blocchi: fu lui a rivendicare la cosiddetta “doppia decisione” della Nato nel 1979, con l’installazione di missili a medio raggio in Europa contro la minaccia di quelli dell’Unione sovietica. Una lunga militanza nelle file del partito socialdemocratico Spd, di cui incarnava tuttavia l’ala centrista, combattente al fronte durante la II guerra mondiale, fatto prigioniero e quindi insignito della Croce di Ferro, Schmidt si trovò a ereditare la guida della Repubblica federale tedesca dal compagno di partito Willy Brandt, abbandonandone la Ostpolitik di apertura alla Germania Est, all’epoca ancora a sé stante e in orbita sovietica. Prima di diventare cancelliere fu ministro della Difesa, poi dell’Economia e infine delle Finanze. Contribuì notevolmente all’ascesa del proprio Paese come prima potenza continentale per ritirarsi infine a vita privata nell’86. 

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17 luglio 2019

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