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Poveri e senza casa

· La San Vincenzo de’ Paoli sull’emergenza abitativa in Australia ·

«Sono cinquantasettemila le persone nello Stato australiano del Nuovo Galles del Sud in lista di attesa per un alloggio popolare; alcune addirittura aspettano da oltre dieci anni. Bisogna fare qualcosa al più presto».

Nella ricca Australia quasi stupisce il grido d’allarme lanciato da Brian Murnane, amministratore delegato della Amelie Housing della Società San Vincenzo de’ Paoli. Nei giorni scorsi l’ente caritativo australiano ha presentato, al comitato ristretto del consiglio legislativo, una relazione sulle abitazioni sociali pubbliche nel Nuovo Galles del Sud. Sono stati fra l’altro sollecitati una migliore pianificazione e maggiori finanziamenti da parte del Governo al fine di aumentare l’offerta di alloggi sociali, più abbordabili da un punto di vista economico.

«Ritengo che i nostri suggerimenti siano stati accolti. La crisi del sistema degli alloggi — ha dichiarato Murnane — è un grosso problema che deve essere affrontato e credo che tutte le parti in causa siano aperte a nuove proposte». Secondo il responsabile, i vincenziani «hanno le carte in regola» per poter offrire suggerimenti e fare proposte, poiché la San Vincenzo vive quotidianamente a contatto con la realtà della crisi immobiliare. I vincenziani della regione, infatti, fanno visita ogni giorno a circa seicento persone che vivono in situazioni di disagio e l’anno scorso hanno offerto contributi per milioni di dollari per l’assistenza alle famiglie australiane. Soldi destinati al fabbisogno vitale, come l’acquisto di generi alimentari, o al pagamento delle bollette del gas e della luce. Per Murnane, «la causa di fondo di questi problemi finanziari è dovuta al costo delle abitazioni».

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