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Potrò mai rivedere
Littlemore?

· Il cardinale Newman e l’amore per i poveri ·

«Dalla nostra fede in Cristo fattosi povero, e sempre vicino ai poveri e agli esclusi, deriva la preoccupazione per lo sviluppo integrale dei più abbandonati della società». Queste parole di Papa Francesco nella sua esortazione apostolica Evangelii gaudium possono essere facilmente applicate al lavoro del beato John Henry Newman e, in particolar modo, al suo lavoro con i poveri di Littlemore. Usando le parole delle lettere e dei diari (Letters and Diaries) di Newman, questo articolo presenta il suo impegno a Littlemore: come egli ha esercitato i suoi doveri pastorali in questo povero paese fuori Oxford e come le persone di quel luogo si legarono a lui.

La biblioteca di John Henry Newman  a Littlemore

All’inizio del 1828, chiese l’autorizzazione all’Oriel College per poter costruire una chiesa a Littlemore. La sua richiesta venne rifiutata. Littlemore sembrava troppo povera affinché potesse permettersi una chiesa e un vicario tutto suo. Così, Newman affittò una stanza in cui la sua congregazione potesse riunirsi, cominciò a fare catechismo ai bambini e a spiegare ai domestici la lettera di san Paolo apostolo agli Efesini e prese a insegnare nella casa della signora Birmingham.
Nell’aprile del 1835, le sorelle di Newman raccolsero le firme per una petizione all’Oriel College per costruire una chiesa. Praticamente tutti gli abitanti di Littlemore firmarono la petizione.
Newman decise che la chiesa avrebbe dovuto avere come suoi patroni saint Mary e saint Nicholas, volendo mantenere il legame con la vita della Chiesa ai tempi del monastero di Littlemore. Il 22 settembre 1836, la chiesa fu consacrata dal vescovo di Oxford, Richard Bagot, e il cimitero intorno alla chiesa fu benedetto.
Newman era felice di trascorrere il suo tempo in preghiera, studiando, in compagnia dei suoi amici e ovviamente svolgendo i suoi doveri pastorali a Littlemore. Aveva realizzato una casa per pastori ed era diventato un punto di riferimento per i suoi parrocchiani, così importanti per lui.
Nell’estate del 1843, William Lockart, uno degli amici di Newman, che condivideva con lui la vita semimonastica di Littlemore, decise di convertirsi alla Chiesa cattolica. Newman ne rimase sorpreso, non se lo aspettava. Allo stesso tempo, i suoi dubbi circa la legittimità della Chiesa anglicana crescevano in lui. Newman decise di dare le dimissioni come vicario di Saint Mary the Virgin e, di conseguenza, anche di Littlemore. II 25 settembre 1843, il giorno in cui l’anniversario della consacrazione della chiesa di Littlemore veniva celebrato con grande solennità, lui predicò il suo famoso sermone di addio «The Parting of Friends». Newman distribuì abiti e cappelli ai bambini come regalo d’addio.
La convinzione di Newman, secondo il quale la Chiesa di Roma era la Chiesa delle origini, continuava a crescere in lui.
Il 24 giugno 1844, un visitatore arrivò a quello che adesso veniva chiamato da Newman e dai suoi amici “Il College”. Il padre passionista Domenico Barberi venne a far visita al suo amico John Dalgairns. Barberi e Dalgairns si recarono al cottage di Newman per vedere la cappella dove pregavano insieme, e per parlare col famoso predicatore di Oxford. Nei diari di Newman, a proposito di quel giorno, si leggono solo le seguenti parole: «Padre Domenico era qui». Eppure, queste poche e concise parole celano il profondo impatto che il visitatore avrebbe avuto. In una famosa lettera al suo amico Bloxam, del 23 febbraio 1841, Newman scriveva circa la Chiesa cattolica: «Se vogliono convertire l’Inghilterra, lascia che camminino a piedi nudi per le nostre città industriali, lascia che predichino al popolo come san Francesco Saverio, lascia che corrano e incalzino, e allora ammetterò che sono in grado di fare ciò che noi non sappiamo fare; ammettero che sono superiori a noi, lo farò (sebbene non potrò unirmi a loro) e affronterò con serenità i loro rimproveri. Questo significa essere cattolici, questo è necessario per assicurarsi il trionfo. Lascia che usino le loro armi e così dimostreranno di essere la Chiesa». Barberi viveva esattamente come quell’ideale immaginato da Newman. Quando Newman vide le sue idee farsi concrete nella vita e nella persona di un prete cattolico, tutte le sue opposizioni verso la Chiesa cattolica cominciarono a dissiparsi. Barberi giocò quindi un forte ruolo nel portare Newman in piena comunione con la Chiesa cattolica.
Il 3 ottobre diede le dimissioni dall’Oriel College e l’8 ottobre Barberi arrivò a Littlemore, circa un’ora prima della mezzanotte, completamente bagnato dalla pesante pioggia della giornata. Gli eventi di quella serata e del giorno successivo, quando Newman venne ricevuto nella Chiesa cattolica, sono ben noti. Newman entrò a far parte di una Chiesa che sapeva ricca e abbondante nella grazia, ma che in Inghilterra era ancora fatta per lo più di poveri immigrati. Era la Chiesa di cui si era innamorato ed era la Chiesa che voleva servire come aveva servito i poveri della sua parrocchia.
L’ultima notte che Newman passò a Littlemore fu la notte del suo compleanno, il 21 febbraio 1846. Il giorno successivo, la domenica del 22 febbraio, si recò a messa alla chiesa di Saint Clement per l’ultima volta. Newman dovette costringersi ad allontanarsi da Littlemore. In una lettera a Henry Willberforce si chiedeva: «Potrò mai rivedere Littlemore?» La rivide solo altre due volte.
Egli mantenne i contatti con alcuni suoi vecchi parrocchiani, nonostante non facesse loro visita di persona.
Tornò a Littlemore, per un paio d’ore, solo un’altra volta il 10 settembre 1878.

Il beato John Henry Newman mise in pratica quello che oggi Papa Francesco ci chiama a compiere e questo appare evidente dalla cura che Newman ebbe per gli abitanti di Littlemore, cura generata dalla sua fede, dalla sua vicinanza a Dio e dalla sua fedeltà al Vangelo.


di Mary-Birgit Dechant

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18 marzo 2019

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