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Possibili raid in Siria

· Obama potrebbe ordinare bombardamenti dell’aviazione contro il Fronte islamico anche fuori dai confini iracheni ·

Il segretario di Stato americano a Baghdad per colloqui con il primo ministro

Mentre si susseguono gli attacchi aerei statunitensi in appoggio alle operazioni delle forze governative e dei peshmerga curdi dell’Iraq contro le postazioni delle milizie del cosiddetto Stato islamico (Is) e vengono diffuse nuove immagini di orrori perpetrati da tutti i belligeranti nel Paese, l’attenzione internazionale si concentra anche su possibili interventi in Siria, dove pure l’Is è attivo.

Un bambino munito di walkie-talkie scruta il cielo nei pressi di Baghdad (Reuters)

Secondo anticipazioni del quotidiano statunitense «The Washington Post», nel suo discorso alla Nazione il presidente Barack Obama potrebbe annunciare oggi un’estensione dell’intervento dell’aviazione al territorio siriano e persino l’imposizione di una zona di divieto di sorvolo. Una simile possibilità, in assenza di una collaborazione con il Governo di Damasco che gli Stati Uniti e i suoi alleati escludono, sembrerebbe però destinata a inasprire il contrasto tra Washington e Mosca sulla questione siriana. Il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, citato dall’agenzia di stampa Interfax, ha infatti detto di temere che l’Occidente possa usare i raid contro l’Is in Siria come pretesto per colpire le forze governative siriane.

La Casa Bianca, in un comunicato diffuso ieri dopo un incontro tra Obama, il vice presidente Joe Biden e i leader sia democratici sia repubblicani del Congresso, si è limitata a riferire che i partecipanti «hanno avuto una discussione produttiva in cui hanno espresso il loro sostegno per un’operazione che indebolisca e successivamente distrugga l’Is».

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22 febbraio 2020

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