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Positivi passi sulla crisi del Nagorno Karabakh

· Vertice a San Pietroburgo tra i presidenti russo, armeno e azero ·

Distensione e dialogo in Asia. Il presidente russo, Vladimir Putin, ha incontrato ieri a San Pietroburgo i presidenti di Armenia e Azerbaigian, Serzh Sargsyan e Ilham Aliyev, per discutere della crisi del Nagorno Karabakh. 

Putin con il presidente armeno Sargsyan (a sinistra) e azero Aliyev (Ansa)

Con loro ha convenuto il proseguimento dei colloqui in questo formato a tre per integrare lo sforzo di mediazione dei co-presidenti del Gruppo di Minsk dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Francia, Stati Uniti e Russia), i cui rappresentanti sono stati invitati a partecipare solo «alla fase finale della riunione».

Nel corso del colloquio sono state individuate, con il riconoscimento di tutti, «alcune questioni la cui soluzione può creare le condizioni per progressi verso una soluzione della crisi», ovvero «misure concrete per rilanciare» il processo negoziale. I presidenti di Armenia e Azerbaigian hanno espresso il loro impegno alla normalizzazione della situazione lungo la Linea di contatto che divide le forze opposte nella regione e concordato di aumentare il numero di osservatori dell’Osce (che attualmente sono solo sei). E tale impegno, come quello per «creare le condizioni per progressi sostenibili dei negoziati per arrivare a una soluzione politica del conflitto», è stato sancito in una dichiarazione finale sottoscritta, oltre che da Sargsyan e Aliyev anche da Putin, ha sottolineato il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov.

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21 novembre 2019

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