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Porti italiani chiusi per altre due navi

· Mentre Macron e Conte esprimono identità di vedute ·

Mentre nel Mediterraneo si continua a soccorrere migranti, ieri all’Eliseo ha avuto luogo l’incontro tra il presidente Emmanuel Macron e il presidente del consiglio italiano, Giuseppe Conte, che ha sancito il ritorno alla normalità nei rapporti tra Parigi e Roma dopo lo scontro sulla nave Aquarius.

Un giovane migrante al suo arrivo in Spagna (Epa)

Il ministro degli interni italiano, Matteo Salvini, ha avvertito questa mattina via Facebook che non sarà consentito l’ingresso nei porti italiani alle due navi battenti bandiera olandese, la Lifeline e la Seefuchs, che stanno operando al largo delle coste libiche. La Lifeline è già intervenuta nella notte in soccorso di 118 persone a bordo di un gommone in difficoltà. Tra i passeggeri 14 donne, 4 bambini e un neonato.

E se potrebbe quindi profilarsi un altro caso simile a quello dell’Aquarius, ieri a Parigi Macron e Conte hanno convenuto essenzialmente su due punti: la creazione dei cosiddetti hotspot a gestione europea nei paesi di partenza dei migranti e la revisione del regolamento di Dublino.

L’idea di allestire centri in cui far convergere i migranti ed effettuare la valutazione delle loro richieste di asilo, evitando così le partenze “clandestine”, in verità non è nuova. Proprio Macron, nel luglio dello scorso anno, aveva parlato della creazione di hotspot in Libia, ricevendo tuttavia reazioni piuttosto negative da Bruxelles e da diverse capitali europee.

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26 maggio 2019

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