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Ponti
di comunione

· ​L’auspicio del cardinale Sandri in Ucraina ·

«La realtà di tutti i giorni» — fatta di «povertà, guerra, migliaia di fratelli rimasti senza casa e senza nulla, corruzione, e tante forme di divisione» — porta a «dubitare» sul futuro e a cercare «sicurezza e stabilità». E in questa situazione «scopriamo il bisogno di rimanere appoggiati sulla roccia che è Dio»: infatti il Signore «rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso!». Sono le parole di speranza portate dal cardinale Leonardo Sandri ai fedeli ucraini che il 10 dicembre hanno partecipato al rito della dedicazione della chiesa dei Santi Cirillo e Metodio a Mukachevo.

Alla comunità locale, provata da un contesto di grande crisi, il prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, ha indicato un punto di riferimento simbolico e concreto allo stesso tempo: l’altare consacrato per l’occasione «che è come la pietra d’angolo scartata dai costruttori, ma che Dio ha posto a fondamento». È Cristo morto e risorto, ha detto il porporato, l’ancora di salvezza di fronte «alle tante espressioni della fragilità del nostro mondo e dei nostri progetti umani». Anche quelli che s’incontrano «persino tra i discepoli del Signore, che confessano lo stesso nome di Gesù, che hanno ricevuto lo stesso battesimo», tra i quali «assistiamo a divisioni e scontri».

Alla celebrazione a Mukachevo — sede storica dell’eparchia di rito bizantino — hanno partecipato vescovi di diverse provenienze come segno di unità e di condivisione: fra questi, oltre all’eparca Milan Šašik, l’arcivescovo metropolita di Lviv Ihor Voznjak e il vescovo ausiliare di Lviv dei latini Leon Mały. Con loro una grande folla di fedeli accorsa, nonostante la temperatura gelida, dando segno di una profonda fede e di volontà di essere segno vivo di comunione e di pace. Nel freddo, lunghe file si sono formate attorno ai sacerdoti a disposizione per le confessioni. Tutti, tra i quali anche molti anziani e bambini, hanno partecipato compostamente in piedi al rito protrattosi per quasi tre ore. A loro il cardinale Sandri ha affidato il compito di essere «luce e sale della terra», di tradurre sempre la liturgia «in carità concreta, soccorso, accoglienza e solidarietà» e di impegnarsi «con onestà e trasparenza alla costruzione del bene comune».

A conclusione della liturgia, il porporato ha donato alla comunità locale un calice, «segno della comunione e dell’impegno di preghiera per tutte le Chiese orientali cattoliche, per i fratelli della Chiesa greco-cattolica ucraina, per i latini, per il cammino verso l’unità visibile con i fratelli della Chiesa ortodossa».

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24 febbraio 2020

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