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Ponti di amicizia

· ​Il viaggio di Papa Francesco in America preceduto dal dialogo televisivo con giovani cubani e statunitensi. E prima della partenza il saluto alla famiglia di rifugiati siriani accolti in Vaticano ·

C’era anche la famiglia siriana ospitata dalla parrocchia di Sant’Anna in Vaticano ad augurare al Papa «buon viaggio» poco prima della partenza per il decimo viaggio internazionale del Pontificato, che ha come meta Cuba e gli Stati Uniti d’America. Accompagnati dall’arcivescovo elemosiniere Konrad Krajewski, i rifugiati originari di Damasco stamane, sabato 19, hanno raggiunto la residenza di Santa Marta per salutare Francesco e ringraziarlo dell’accoglienza loro offerta. Prima di salire a bordo dell’automobile con cui ha raggiunto l’aeroporto di Fiumicino, il Papa è stato salutato anche dai monsignori Peter Bryan Wells e José Avelino Bettencourt, rispettivamente assessore e capo del Protocollo della Segreteria di Stato.

In precedenza, nella serata di venerdì 18, come è ormai tradizione alla vigilia di ogni partenza, Francesco si era recato nella basilica romana di Santa Maria Maggiore per affidare alla Vergine il suo viaggio apostolico in America. Accolto dal capitolo liberiano e dal cardinale arciprete Santos Abril y Castelló, il Pontefice ha deposto davanti all’immagine della Salus populi Romani un mazzo di fiori e si è trattenuto in preghiera. Poche ore dopo — quando in Italia era notte — la rete televisisva statunitense Cnn ha trasmesso una videointervista nel corso della quale il Papa dialogando con dieci studenti invitati da Scholas occurrentes — cinque cubani e cinque statunitensi — ha affrontato diversi temi, che vanno dalla tutela dell’ambiente al dialogo tra i due popoli, dall’istruzione dei giovani, alla ricerca della pace. «Costruire ponti e sbloccare, affinché ci sia comunicazione, affinché la comunicazione dia luogo all’amicizia». È questo uno degli obiettivi che Francesco ha posto in cima all’agenda del viaggio, il cui itinerario simboleggia proprio un ponte ideale tra due Paesi a lungo guardatisi con diffidenza. «Una delle cose più belle — ha detto tra l’altro ai giovani di Cuba e degli Stati Uniti — è l’amicizia sociale. È questo che mi piacerebbe che otteniate: l’amicizia sociale». Incoraggiandoli poi a prendere l’iniziativa ha aggiunto: «La paura paralizza. Voi muovetevi. Ci sono tante cose da fare. Il futuro è nelle vostre mani. È lì. Portatelo avanti».

Significativo infine il gesto compiut0 al termine del videocollegamento: il Papa parlando delle conseguenze dei conflitti sulla vita dei bambini ha sottolineato che essi hanno «diritto a giocare. Diritto alla gioia» e ha benedetto un ulivo nella cui terra è stato posto, come segno di speranza per la pace, un proiettile che gli era stato consegnato da un giovane di un Paese in guerra.

Le dirette streaming del viaggio del Papa 

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23 ottobre 2019

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