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Polveriera Iraq

· Decine di morti nelle violenze interconfessionali che hanno colpito numerose città ·

Si riaccendono le mai sopite rivalità tra le comunità sciita e sunnita

Ondata di violenze interconfessionali in Iraq. Quarantotto persone sono state uccise, ieri, in attentati compiuti contro sunniti in due località, durante cerimonie religiose. Più di settanta i feriti. Attacchi avvenuti dopo che, tra mercoledì e giovedì, oltre cinquanta persone erano morte in attentati avvenuti in prevalenza contro comunità sciite.

Le tensioni tra sunniti e sciiti in Iraq si sono riaccese, rilevano gli analisti, subito dopo la partenza delle ultime truppe statunitensi, nel dicembre 2011, e si sono aggravate negli ultimi mesi, con migliaia di manifestanti che, dalla fine dello scorso anno, nelle province a maggioranza sunnita protestano contro le politiche adottate dal primo ministro sciita, Nouri Al Maliki, giudicate «discriminatorie». Il premier, dal canto suo, ha condannato «l’odio confessionale» che starebbe alla base della nuova ondata di violenze.

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23 luglio 2019

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