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Polveriera Aleppo

· Si intensifica l’offensiva dei ribelli per rompere l’assedio delle truppe di Assad ·

Si è intensificata la controffensiva dei ribelli siriani per rompere l’assedio delle forze governative. I combattimenti si fanno sempre più sanguinosi: nelle ultime ore decine di civili — riferisce la stampa — sarebbero stati uccisi nella zona sud-occidentale della città. E intanto, ieri sera migliaia di miliziani di varie fazioni armate hanno sferrato attacchi coordinati nella periferia meridionale circondata dai governativi, conquistando posizioni nei pressi dei quartieri Mishrife, Residenze 1070 e la Scuola Hikme.

In questa situazione, restano intrappolati nei combattimenti almeno 300.000 civili in condizioni drammatiche. Mancano, infatti, di tutto: dai medicinali al cibo, dall’assistenza medica ai servizi igienici più elementari. C’è il rischio concreto — dicono gli operatori umanitari sul campo — di un disastro senza precedenti. «Aleppo è sotto assedio perpetuo e migliaia di bambini continuano a vivere in condizioni disperate; i raid aerei sono tornati a essere intensi» ha denunciato ieri Andrea Iacomini, portavoce di Unicef-Italia, ricordando che «oggi a causa degli scontri, 300.000 persone di cui circa 133.000 bambini sono sotto assedio e completamente isolati a causa dell’impossibilità di fornire aiuti umanitari di qualsiasi genere». Ma Aleppo è solo un tassello di un quadro molto più complesso: «Sono circa 1,5 milioni le persone, tra cui almeno 660.000 bambini, che vivono in zone difficili da raggiungere tra il governatorato e la città di Aleppo: cifre impressionanti. Questa guerra da cinque anni è concausa della grave situazione di instabilità internazionale, migrazioni di massa, innocenti morti in mare, attacchi terroristici e molto altro».

E intanto, sul piano diplomatico, le pedine dello scacchiere siriano hanno ricominciato a muoversi. Il Governo del presidente siriano ha confermato ieri la sua disponibilità a riprendere i colloqui di pace guidati dalle Nazioni Unite alla fine di agosto a Ginevra «senza precondizioni e senza alcuna interferenza esterna». L’annuncio — che arriva dall’agenzia di Stato siriana Sana — segue l’incontro tra il vice inviato speciale dell’Onu, Ramzy Ezzeldin Ramzy, e il vice ministro degli Esteri siriano, Fayssal Mikdad.

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20 novembre 2018

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