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Politiche per il pianeta

· In un messaggio alla Fao il Papa spiega come rispondere agli effetti dei cambiamenti climatici su agricoltura e alimentazione ·

No alla logica del profitto a ogni costo sì alla fraternità come criterio di governance interna e internazionale

Contrastare la logica del profitto a ogni costo, ridurre gli sprechi, garantire un’equa distribuzione dei beni: nel campo dell’agricoltura e della produzione alimentare occorre un vero e proprio «mutamento di rotta», sostenuto da scelte politiche coraggiose capaci di fare della solidarietà «un modello operativo in economia» e della fraternità «un criterio della governance interna e internazionale». Lo scrive il Papa nel messaggio inviato al direttore generale della Fao in occasione della giornata mondiale dell’alimentazione.

Riconoscendo che la lotta contro la fame è divenuta «un obiettivo ancora più difficile da raggiungere in presenza di un fenomeno complesso come i cambiamenti climatici», il Pontefice invita a far tesoro della «saggezza delle comunità rurali» per opporsi a quanti ritengono «di essere onnipotenti e di poter trascurare i cicli delle stagioni o modificare impropriamente le diverse specie animali e vegetali, facendo perdere quella varietà che, se esiste in natura, vuol dire che ha — e deve avere — il suo ruolo». In particolare Francesco ricorda che «selezionare geneticamente una qualità di pianta può dare risultati impressionanti dal punto di vista quantitativo», ma occorre poi tener conto «dei terreni che perderanno la loro capacità di produrre, degli allevatori che non avranno pascolo per il loro bestiame, e di quante risorse acquifere diventeranno inservibili»; e soprattutto bisogna domandarsi «se e in che misura concorreremo a modificare il clima».

Da qui il monito del Pontefice contro un modello di produzione «a tutto vantaggio di un’esigua porzione della popolazione mondiale»: un modello che oltretutto — fa notare il Papa — «permette che circa ottocento milioni di persone soffrano ancora la fame». Francesco ribadisce che «i livelli di produzione mondiale permettono di assicurare alimenti per tutti». E invoca perciò «un’equa distribuzione» rispettosa dei bisogni reali dell’intera famiglia umana. Bisogni che, precisa, non devono essere «frutto delle scelte di pochi, di mode del momento o di modelli di vita che fanno della persona un oggetto, della vita umana uno strumento, anche di sperimentazione, e della produzione di alimenti un mero affare economico, a cui sacrificare addirittura il cibo disponibile».

Il messaggio del Papa

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19 marzo 2019

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