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Politiche contro la fame

· ​Osce e Fao chiedono un’azione dei Governi a favore di un’agricoltura sostenibile ·

Vanno promosse politiche efficaci per promuovere una nuova agricoltura più sostenibile, che possa accelerare la lotta contro la fame nel mondo. Questo il messaggio contenuto nel rapporto congiunto Ocse-Fao 2016-2025, presentato ieri a Roma dal direttore generale dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, Ángel Gurría, e dal direttore generale dell’Organizzazione dell’Onu per l’alimentazione e l’agricoltura, José Graziano da Silva. 

Lo sviluppo agricolo sta entrando in una nuova fase storica: la produzione e la disponibilità del cibo sono a rischio in diverse regioni del mondo a causa degli effetti del cambiamento climatico. Si prevede quindi un'inversione di rotta per i prezzi dei principali prodotti, che, dopo un lungo periodo di salita, resteranno nell’insieme bassi per il prossimo decennio. Tuttavia — dicono gli esperti — la situazione è ancora altamente incerta, dunque tutte le previsioni vanno fatte con molta cautela. Il calo dei prezzi, tuttavia, non basterà a sconfiggere la fame nel mondo — ha sottolineato Da Silva — se non vi saranno politiche di sostegno per ottimizzare le produzioni agricole e soprattutto per migliorare la distribuzione delle risorse tra Paesi e popolazioni. Un ruolo chiave avrà quindi il commercio globale, in uno scenario di economia ancora in ristagno, con una crescita prevista dell’1,8 per cento rispetto al 4,3 dello scorso decennio. Resta fortemente critica la situazione dell’Africa Subsahariana, dove da qui al 2015, si concentrerà un terzo della popolazione mondiale sottoalimentata, anche se il numero totale scenderà da 788 milioni a 650 milioni. Un dato sottolineato dal rapporto è che il consumo di cibo sta aumentando soprattutto in quelle regioni che non hanno la capacità di produrre nel proprio Paese perché non ci sono gli investimenti e non ci sono le condizioni naturali.

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21 agosto 2019

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