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Polemiche tra Mosca e Londra

· ​Per una presunta perquisizione ad Heathrow ·

È arrivata la smentita da parte di Scotland Yard di un suo coinvolgimento, dopo la notizia diffusa da Mosca di una perquisizione da parte di agenti britannici su un aereo della compagnia di bandiera russa nell’aeroporto londinese di Heathrow. 

Velivolo della compagnia  di bandiera russa Aeroflot

Il ministero degli esteri russo ha denunciato il fatto definendolo «una provocazione». Sullo sfondo c’è la tensione scoppiata tra la Russia e il Regno Unito, ma anche tra la Russia e gli altri paesi occidentali che si sono schierati dalla parte di Londra, per la vicenda dell’avvelenamento dell’ex agente russo Serghei Skripal nella cittadina britannica di Salisbury.
Personale dell’ambasciata russa a Londra si è recato sul posto all’aeroporto. Mosca ha protestato spiegando che la polizia britannica ha fatto scendere gli assistenti di volo durante la perquisizione e ha cercato di allontanare anche i piloti, che si sono rifiutati. Scotland Yard, attraverso un messaggio su Twitter, ha negato di essere coinvolta in alcuna operazione di perq uisizione di un Airbus dell’Aeroflot: «Siamo al corrente di storie circolate sui social media al riguardo, ma sappiate che la Metropolitan police non sta conducendo alcuna perquisizione su un Airbus proveniente da Mosca e atterrato a Heathrow» si legge nel messaggio.
Per quanto riguarda l’avvelenamento con gas nervino dell’agente russo che collaborava con i servizi segreti britannici e di sua figlia (ora fuori pericolo), dopo che Londra ha attribuito la responsabilità a Mosca — e altri paesi occidentali si sono uniti alla scelta di espellere diplomatici russi — ieri la Russia ha annunciato le sue contromisure. Ha deciso la chiusura del consolato statunitense, ha convocato gli ambasciatori di vari paesi e ha annunciato l’espulsione dei diplomatici di 25 nazioni: Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia, Albania, Germania, Danimarca, Irlanda, Spagna, Italia, Canada, Lettonia, Lituania, Macedonia, Moldavia, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Romania, Ucraina, Finlandia, Francia, Croazia, Repubblica Ceca, Svezia, Estonia.

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19 marzo 2019

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