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Pochi impegni e tanti annunci
dal vertice di Innsbruck
sui migranti

· I ministri dell’interno dell’Ue confermano la linea tedesca ma non aprono il confronto sulla riforma di Dublino ·

Innsbruck, 13. Pochi impegni concreti, tanti annunci. Il vertice dei ministri dell’interno europei si è concluso esattamente com’era iniziato: molti temi sul tavolo, grandi discussioni, ma un esito in fin dei conti fumoso, impreciso. L’unica vera novità è la conferma della linea tedesca sui richiedenti asilo: i ministri hanno infatti concordato che le richieste di asilo per donne e bambini che fuggono dalla guerra debbano essere fatte al di fuori dei confini dell’Unione, solo queste domande saranno esaminate. Ribadita anche la posizione di Parigi, che dice no a centri di accoglienza in territorio francese e no a un’eventuale apertura del confine a Ventimiglia.

Nessuna discussione, invece, sul punto più delicato e importante: la riforma del regolamento di Dublino sui richiedenti asilo.

Intanto, si sono svolti questa mattina i primi interrogatori per i 67 migranti sbarcati ieri sera a Trapani dalla nave Diciotti della guardia costiera italiana, dopo essere stati soccorsi dal rimorchiatore Vos Thalassa. Alcuni migranti sono stati accusati di aver usato violenza contro l’equipaggio del rimorchiatore, costringendolo a fare rotta verso l’Italia. Sono stati sentiti da personale della squadra mobile della Questura e del servizio centrale operativo della polizia di Roma.

La decisione di far attraccare la nave a Trapani è giunta in seguito all’intervento del presidente della repubblica italiana, Sergio Mattarella. La nave era infatti rimasta per molto tempo davanti al porto di Trapani, in attesa di indicazioni. Il Viminale chiedeva, quale precondizione dello sbarco, l’arresto dei migranti responsabili delle violenze; la magistratura invece non riteneva di avere sufficienti elementi per far partire l’azione giudiziaria. In serata il presidente Mattarella ha chiamato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, chiedendo informazioni sulla situazione. Poco dopo Conte ha annunciato l’inizio dello sbarco.

Sempre ieri, il cardinale Pietro Parolin, segretario di stato, è intervenuto sottolineando come «L’Italia abbia ancora risorse morali e di solidarietà per affrontare in modo umano e cristiano» la grande sfida dell’immigrazione. Parolin ha spiegato che «bisogna tener conto della complessità del fenomeno, ma bisogna anche saperlo governare in tutti i suoi aspetti». Proprio per questo, ha aggiunto, «è meglio evitare dichiarazioni allarmistiche».

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