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Pluralismo
patrimonio da tutelare

· Dopo il successo elettorale del Bharatiya Janata Party la Chiesa cattolica in India offre collaborazione per il bene comune ·

Congratulazioni al futuro primo ministro Narendra Modi e al Bharatiya Janata Party; l’assicurazione, rivolta al nuovo Esecutivo, di «rinnovare l’impegno, il dialogo fraterno e la missione di servire il Paese che la Chiesa ha sempre intrapreso»; preghiere al Signore «affinché le autorità continuino a stare a fianco del popolo, in particolare dei poveri e delle minoranze religiose».

Sono sostanzialmente positive, e piene di speranza, le reazioni della Chiesa cattolica dopo la vittoria del partito nazionalista indù alle elezioni legislative in India.

L’arcivescovo maggiore di Trivandrum dei Siro-Malankaresi, Baselios Cleemis Thottunkal, presidente della Catholic Bishops’ Conference of India, ha dichiarato ad AsiaNews che «la nostra nazione è una delle culture più antiche, incredibile per la sua diversità, radicata nella fede in Dio». Ma l’India «è anche la culla dell’induismo, del buddismo, del giainismo e del sikhismo. Questa condivisione di spazi, ethos regionale e peculiarità culturali trascende i vari gruppi etnici, regionali e linguistici, lega le persone in un unico e ricco patrimonio spirituale e culturale, come garantito dai padri fondatori dell’India e sancito dalla nostra Costituzione».

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13 dicembre 2019

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