Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Plauso per la svolta
colombiana

· L’Onu parla di una luce di speranza ·

L’Onu accoglie i progressi nel negoziato di pace tra il Governo di Bogotá e le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) come una luce di speranza in un momento di grande pessimismo nel mondo. 

L’espressione è stata usata dal rappresentante dell’Onu in Colombia, Fabrizio Hochschld, dopo l’annuncio che entro sei mesi sarà firmata la pace, fatto mercoledì dal presidente colombiano, Juan Manuel Santos, con il comandante delle Farc, Rodrigo Londoño Echeverri, meglio noto come Timoshenko, durante una cerimonia all’Avana, in presenza del presidente cubano Raúl Castro.

Come noto proprio all’Avana si svolgono da quasi tre anni i negoziati tra le delegazioni di Bogotá e delle Farc, mediati da Cuba e Norvegia. Santos e Timoshenko hanno confermato un’ulteriore intesa negoziale su un punto cruciale, destinata a spianare la strada alla firma della pace, apposta la quale le Farc avranno ulteriori due mesi di tempo per deporre le armi. Nei commenti, sia interni sia internazionali, prevale la soddisfazione per quella che tutti leggono come una svolta. Con Santos si è felicitato, tra gli altri, il segretario di Stato americano, John Kerry, che ha parlato di un avvenimento storico. Il capo della diplomazia statunitense ha auspicato che «fra poco tempo le parti possano arrivare a un accordo finale per porre fine a questa terribile guerra» — il conflitto in Colombia, il più annoso nell’America latina, si protrae da oltre mezzo secolo — perché «il popolo colombiano merita di avere una pace giusta e duratura, e questa sarà la sua vera vittoria». 

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

18 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE