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Plastica d’autore

· L’artista statunitense Christo “impacchetta” un volto della Scuola d’Atene di Raffaello ·

In un affresco come la Scuola di Atene di Raffaello, l’osservatore comune cerca di riconoscere i personaggi famosi e i simboli che li contraddistinguono, poi c’è chi si concentra su un giovane uomo praticamente anonimo e lo innalza a protagonista assoluto. Capello fluente, bianco, sguardo attento ai particolari l’ottantenne Christo Vladimirov Javacheff, artista bulgaro nazionalizzato statunitense, per il mondo dell’arte semplicemente Christo, ha sempre avuto uno sguardo originale. Sa riconoscere la bellezza e ha inventato un modo per sottolinearla attraverso la plastica.

In un angoletto della Sala degli arazzi dei Musei Vaticani, mentre lo aspettano per cominciare la presentazione del suo ultimo lavoro, ci spiega con calma perché ha deciso di “impacchettare” il volto di quel giovane dipinto cinquecento anni fa da Raffaello accanto ad Aristotele. In realtà, racconta in un inglese a cui il tempo non ha sottratto l’accento bulgaro, «non è chiaro se il personaggio sia un uomo o una donna. L’ho scelto perché cercavo qualcosa di molto ordinario che al tempo stesso esprimesse una grande idea di bellezza». Dagli anni Cinquanta, continua, «avvolgo le opere con uno strato di plastica. Ho usato la tecnica anche con delle statue, perché questo materiale, così fragile e comune, cambia il punto di vista dell’osservatore, lo invita a scoprire un significato più profondo». Nei primi esperimenti degli anni Cinquanta i lavori avevano dimensioni minime. Poi Christo e sua moglie Jeanne-Claude, artista nata in Francia e anche lei naturalizzata statunitense, hanno capito di avere bisogno di spazi sempre più grandi.Nel 1961, finalmente, i due hanno deciso di uscire all’aperto realizzando Stacked Oil Barrels and Dockside Packages nel porto di Colonia.

Ora si torna al piccolo formato, con il progetto «Christo’s box. Between art and mercy. A gift for Bangui», un’iniziativa artistica e benefica allo stesso tempo, voluta dalla Segreteria per la Comunicazione e dai Musei Vaticani in collaborazione con il Centro Televisivo Vaticano e con l’Officina della Comunicazione di Bergamo. «Per una di quelle coincidenze che noi cristiani chiamiamo Provvidenza», racconta il prefetto della Segreteria, monsignor Dario Edoardo Viganò, non è stato troppo complicato entrare in contatto direttamente con l’artista e chiedergli di partecipare al progetto: «Christo sta realizzando una passerella galleggiante sul lago di Iseo, è così che le nostre strade si sono incrociate». Come facciamo sempre — aggiunge Viganò, «abbiamo deciso di “fare rete”, mettendo insieme diversi soggetti e valorizzando tutti attorno a un obiettivo comune». In questo caso si tratta dell’ “impacchettamento artistico” di un cofanetto contenente una serie di documentari sui Musei Vaticani, prodotti dal Centro Televisivo Vaticano. «Sono state realizzate trecento repliche d’autore, che saranno messe all’asta. Il ricavato sarà offerto al Papa perché lo possa devolvere all’ospedale pediatrico di Bangui. Contiamo di concludere l’operazione per Natale».

di Marcello Filotei

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22 ottobre 2019

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