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​Più vigilanza più cooperazione

· ​Il Rapporto 2014 dell’Autorità di informazione finanziaria ·

«Il quadro della vigilanza e del sistema di cooperazione internazionale si sono ulteriormente rafforzati»: è quanto emerge dal rapporto annuale per il 2014 presentato dall’Autorità di informazione finanziaria (Aif) della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. Dati e prospettive sono stati illustrati dal presidente René Brülhart e dal direttore Tommaso Di Ruzza nel briefing svoltosi nella Sala stampa della Santa Sede, venerdì mattina 29 maggio. Il rapporto «ripercorre le attività e le statistiche» sull’«attività di informazione finanziaria e di vigilanza per la prevenzione e il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo».

Il 2014, è stato reso noto, ha visto «un continuo rafforzamento del quadro normativo e istituzionale» della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano, «volto alla regolamentazione degli enti vigilati, incrementando la cooperazione internazionale dell’Autorità vaticana competente con le proprie controparti estere, e al consolidamento della prevenzione e del contrasto di potenziali attività finanziarie illecite».

«Con l’introduzione del regolamento numero 1 abbiamo completato il quadro della vigilanza prudenziale della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano» ha affermato Brülhart, aggiungendo: «Con la sottoscrizione di protocolli d’intesa (memoranda of undestanding) con le altre unità di informazione finanziaria di tredici Paesi — inclusi Australia, Francia e Regno Unito — nonché con le autorità di regolamentazione di Germania, Lussemburgo e Stati Uniti d’America, abbiamo anche rafforzato massicciamente la cooperazione internazionale».

Inoltre «il sistema di reporting è stato consolidato dopo aver ricevuto sei segnalazioni di transazioni sospette nel 2012, 202 nel 2013 e 147 nel 2014». E «questo sviluppo è una conseguenza sia della completa attuazione del quadro normativo, sia del sostanziale miglioramento delle prestazioni operative degli enti vigilati riguardo alla prevenzione dei crimini finanziari». In particolare «sette rapporti sono stati trasmessi al promotore di giustizia vaticano per ulteriori indagini da parte dell’autorità giudiziaria».

Il numero di casi di collaborazione bilaterale tra l’Aif e l’autorità estera competente sono cresciuti da 4 del 2012, a 81 nel 2013 e a 113 nel 2014. «Questo continuo incremento — ha spiegato Di Ruzza — è un risultato del sistematico sforzo intrapreso dall’Aif, oltre che del forte impegno della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano a cooperare attivamente con le altre giurisdizioni per prevenire e contrastare potenziali attività finanziarie illecite su scala globale»,

«A partire dal 2012 — è il dato fornito — il numero di dichiarazioni di trasporto transfrontaliero in uscita di denaro contante di importo superiore a 10.000 euro è diminuito costantemente da 1.782 (2012) a 1.557 (2013) e a 1.111 nel 2014». Allo stesso modo «le dichiarazioni di trasporto transfrontaliero in entrata si sono ridotte da 598 (2012) a 550 (2013) a 429 nel 2014». Questo fenomeno «è dovuto a un controllo più intenso da parte delle autorità competenti e all’introduzione di procedure rafforzate agli enti vigilati».

E, ancora, «nel primo trimestre del 2014, l’Aif ha effettuato la prima ispezione in loco dell’Istituto per le opere di religione (Ior), per verificare l’attuazione delle misure assunte al fine di prevenire e contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo a norma della legge numero XVIII dell’8 ottobre 2013». Di Ruzza ha spiegato che «la prima ispezione in loco dello ior è una importante conseguenza e un concreto segnale dell’efficacia del sistema di antiriciclaggio e di lotta al finanziamento del terrorismo adottato dalla Santa Sede e dallo Stato della Città del Vaticano». Del resto, ha aggiunto il direttore, «seguire attentamente l’attuazione e la conformità con il nuovo quadro di regolamentazione prudenziale da parte degli enti vigilati sarà uno dei compiti fondamentali dell’Aif nel prossimo futuro». E «l’ispezione non ha rivelato l’esistenza di lacune essenziali da parte dello Ior». Come «risultato dell’ispezione, l’Aif ha elaborato un “piano d’azione” per conseguire un completo e sistematico adeguamento delle procedure esistenti agli standard richiesti, in conformità con la legge numero XVIII».

La Santa Sede, dunque, «ha aderito ai migliori standard internazionali per garantire la trasparenza e la legalità nel settore finanziario» senza tuttavia «rinunciare alla sua visione della finanza come “mezzo” e non come “fine”». Di qui l’attuazione di una «impegnativa agenda sia sul piano internazionale sia sul piano interno, tanto in ambito istituzionale quanto in ambito tecnico-giuridico». La credibilità di questo percorso, è stato spiegato, si fonda sui «due pilastri» dell’«adesione ai migliori standard internazionali e della coerenza all’unicità della Santa Sede, anche nel settore finanziario».

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