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Più Vangelo nella gestione
dei beni delle comunità religiose

· A colloquio con il cardinale prefetto della Congregazione per i consacrati ·

In un mondo dominato dalle logiche di mercato, dev’essere il Vangelo il criterio fondamentale per la gestione dei beni nelle comunità religiose. Per questo la Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica pubblicherà nei prossimi giorni alcune linee orientative sull’economia.

Beato Angelico, particolare della predella della «Pala dell’incoronazione della Vergine» (XV secolo, Parigi, Louvre)

Il documento è frutto anche del simposio sull’economia svoltosi all’Antonianum nel marzo scorso. Lo annuncia in questa intervista al nostro giornale il cardinale prefetto João Braz de Aviz, che traccia inoltre un identikit del religioso secondo gli insegnamenti di Papa Francesco.

La gestione dei beni patrimoniali delle comunità religiose in un tempo di crisi di vocazioni e anche di crisi economica costituisce una duplice sfida. Come affrontarla?

L’argomento è di scottante attualità. Per questo Papa Francesco ha voluto che gli si dedicasse un simposio. E noi abbiamo provveduto a organizzarlo dall’8 al 9 marzo scorsi alla Pontificia università Antonianum. Il tema dei lavori riguardava proprio la gestione dei beni ecclesiastici religiosi «a servizio dell’humanum e della missione della Chiesa». E abbiamo riscontrato una grande esigenza di qualcosa di più profondo e di nuovo in questo ambito. Lo abbiamo capito quando abbiamo visto la sensibilità dei religiosi nel partecipare al simposio. Ci siamo preparati per ricevere quattrocento persone, invece, non solo ne sono venute seicento, ma ne sono rimaste fuori altre cinquecento.

A cosa si deve questa grande aspettativa?

Al fatto che il problema è reale. Da un lato c’è una nuova fioritura di monasteri, eremi, congregazioni, nuove società di vita apostolica, ma dall’altra c’è un declino abbastanza accentuato di alcune realtà. Tale declino pone degli interrogativi riguardo ai beni. Questi patrimoni a chi vanno? Come fare? E questo è solo un aspetto del problema.

Nicola Gori

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18 ottobre 2018

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