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La crisi della sanità
non può essere fatta pagare ai malati

· I presuli in Benin chiedono a governo e sindacati di riprendere il dialogo ·

«Siamo particolarmente colpiti dallo sciopero degli operatori sanitari che dura da qualche settimana e le cui conseguenze sono drammatiche per i malati»: è quanto scrivono i vescovi del Benin nel messaggio pubblicato al termine della loro assemblea plenaria, svoltasi nei giorni scorsi nella capitale Cotonou.
Di fronte al dramma dei malati privi di assistenza la Conferenza episcopale ha lanciato un pressante appello al governo e alle parti sociali affinché riprendano il dialogo al fine di uscire rapidamente dalla crisi. In nessun caso i malati devono essere abbandonati al loro destino. «Lo sciopero degli operatori sanitari — hanno spiegato all’agenzia Fides i giornalisti di Radio Immaculée Conception — è iniziato da più di un mese e le organizzazioni sindacali sono intenzionate ad andare avanti a oltranza fino a che il governo non risponderà alle richieste dei lavoratori. Quindi non sappiamo fino a quando la crisi finirà. I sindacati — hanno aggiunto — chiedono aumenti salariali, ma il governo per ora non sembra disponibile a concederli».

Radio Immaculée Conception, l’emittente radiofonica cattolica del paese, ha confermato lo scenario drammatico denunciato dall’episcopato: «La popolazione è molto colpita dallo sciopero. Gli ospedali sono bloccati e persino i servizi di pronto soccorso non sono garantiti».

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19 settembre 2019

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