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Spazio
ai giovani

· Al sinodo della Chiesa evangelica in Germania ·

Bonn, 17. Centoventi delegati da tutto il mondo hanno preso parte, a Bonn, al sinodo annuale della Chiesa evangelica in Germania (Ekd), la principale denominazione protestante tedesca, per esaminare le priorità di azione della Chiesa per i prossimi anni. La Ekd raggruppa 20 chiese luterane e riformate in rappresentanza di 22 milioni di fedeli e 14.412 congregazioni e parrocchie.

Nel suo discorso inaugurale, il presidente del Consiglio dell’Ekd, il vescovo Heinrich Bedford-Strohm, ha sottolineato come «sotto molti punti di vista questo sia stato un anno di cui dobbiamo essere grati, per il coinvolgimento popolare nei festeggiamenti per i cinquecento anni della Riforma protestante. Le giornate di Wittenberg — ha sottolineato il vescovo — hanno visto un partecipazione impressionante, ma ho ancora più apprezzato i racconti delle migliaia di iniziative che le Chiese locali hanno organizzato nel corso del 2017 e le lunghe code fuori dai templi durante i culti del 31 ottobre, segnali di una partecipazione diffusa, anche lontano dai clamori della ribalta. Una vera festa pubblica per la Germania intera».
Per quel che riguarda le attuali aree di azione dell’Ekd, il presidente Bedford-Strohm ha sottolineato come «la sfida maggiore riguarda il coinvolgimento dei giovani, che sono ancora sottorappresentati nei luoghi decisionali, siano essi il consiglio di Chiesa o il consiglio dell’Ekd».

Tenuto conto del clima sociale polarizzato e diviso sul tema delle politiche migratorie, che il presidente della repubblica tedesca Frank-Walter Steinmeier ha definito «campo di battaglia morale per il paese», Bedford-Strohm — riferisce il sito Riforma.it — ha rimarcato come «in teologia parliamo di promessa e di domanda. Una domanda può condurre a un’azione energica quando è fondata su una promessa, quando la forza di agire viene liberata. Troppo spesso nel dibattito pubblico si fa strada soltanto la domanda. Ciò che Lutero descrisse nel suo trattato “La libertà di un cristiano” era precisamente questo, non un’azione come conseguenza di un appello morale, ma un’azione che si sprigioni dalla libertà interiore del singolo. Tale sentimento di libertà interiore — ha proseguito il presidente del Consiglio della Chiesa evangelica in Germania — spinge quindi all’azione, ma non all’azione che nasce da una cattiva coscienza, ma che sorge dalla libertà. Raramente per i cristiani è stato così importante come oggi offrire un’autentica testimonianza della fede nel travagliato dibattito con un’opinione pubblica pluralista e frastagliata».

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