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​Più solidarietà
meno burocrazia

· ​All’Angelus appello del Papa per i terremotati dell’Italia centrale ·

Un nuovo appello per «le popolazioni dell’Italia Centrale che ancora soffrono le conseguenze del terremoto e delle difficili condizioni atmosferiche» è stato lanciato da Papa Francesco al termine dell’Angelus del 29 gennaio. In particolare il Pontefice ha auspicato che non vengano a mancare «il costante sostegno delle istituzioni e la comune solidarietà» e che «qualsiasi tipo di burocrazia non faccia aspettare e ulteriormente soffrire» queste persone, alle quali ha voluto rinnovare la propria vicinanza.

In precedenza il Pontefice aveva commentato per i fedeli presenti in piazza San Pietro il vangelo della domenica, incentrato sulle beatitudini (Matteo 5, 1-12a). Definendo «il grande discorso detto “della montagna”, la “magna charta” del Nuovo testamento», il Papa ha ricordato che in esso «Gesù manifesta la volontà di Dio di condurre gli uomini alla felicità». E se questo era un tema «già presente nella predicazione dei profeti», in quella di Gesù il «motivo della beatitudine, cioè della felicità, non sta nella condizione richiesta, ma nella successiva promessa, da accogliere con fede come dono di Dio». Dunque, ha chiarito il Papa, «si parte dalla condizione di disagio per aprirsi al dono e accedere al mondo nuovo, il “regno” annunciato da Gesù».

Certo, ha avvertito Francesco, questo «non è un meccanismo automatico, ma un cammino di vita al seguito del Signore, per cui la realtà di disagio e di afflizione viene vista in una prospettiva nuova e sperimentata secondo la conversione che si attua». Infatti, «non si è beati se non si è convertiti, in grado di apprezzare e vivere i doni» del Signore.

Al termine della preghiera mariana il Papa ha ricordato la giornata mondiale dei malati di lebbra e ha salutato i gruppi presenti, tra i quali i coloratissimi ragazzi dell’Azione cattolica della diocesi di Roma, due dei quali si sono affacciati con lui e hanno letto un breve messaggio. Al termine sono stati liberati in volo numerosi palloncini simbolo di pace.

L’Angelus del Papa

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20 settembre 2019

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