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Più solidarietà contro il fanatismo

· L’intervento a Firenze del patriarca copto ortodosso Tawadros II ·

Firenze, 13. «L’intervento della comunità internazionale contro il terrorismo deve concentrarsi a rafforzare e consolidare i Governi del Medio oriente. I gruppi terroristici vorrebbero trasmettere un messaggio di terrore e minaccia a tutti, in primo luogo ai cristiani: ma se ci fosse l’aiuto da parte della comunità internazionale, in particolare dell’Occidente, arriverebbe il momento di poter contrastare e mettere fine a tutti questi fenomeni».

È quanto ha detto, il patriarca ortodosso copto Tawadros II intervenendo martedì al Festival delle religioni in corso a Firenze. «Dio è amore», ha ricordato più volte il patriarca, e «per questo il cristianesimo è portatore di un pensiero di pace. Noi uomini di fede — ha proseguito — dobbiamo assumerci delle responsabilità che si concretizzano nel promuovere un discorso moderato, moderno, a servizio dell’uomo. Bisogna lavorare per creare un ambiente illuminato e formare un modello di convivenza moderna».

L’Egitto e l’Oriente in generale, ha osservato Tawadros II, «hanno molto sofferto per violenze e per un terrorismo che ha colpito sia attraverso attentati e distruzioni sia con l’imposizione di un unico pensiero, sia con discriminazioni per motivi religiosi». Alla base di questa offensiva del terrore c’è, secondo Tawadros, «un’educazione a senso unico», il settarismo, «la mancanza di rispetto, l’ignoranza e i pregiudizi che deformano l’immagine dell’altro». La soluzione, appunto, sta nel favorire lo sviluppo di un discorso religioso aperto agli altri.

Nella stessa giornata di lavori, a Firenze, si sono registrati l’intervento del rabbino capo di Gerusalemme Aryeh Stern, e del rabbino Adin Steinsaltz. Quest’ultimo si è soffermato sulla presenza di estremismi tanto religiosi quanto politici in Medio oriente. «La religione e la politica — ha detto — seguono logiche diverse. La moralità non conta per gli Stati che seguono logiche legate alla convenienza, al possesso e ai confini. Per la religione invece le leggi morali sono prioritarie».

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