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​Più poveri e più anziani

· Rapporto della Caritas di Roma ·

Roma, una città che impoverisce e invecchia a vista d’occhio. Con i figli dei più poveri che ereditano l’esclusione sociale. È l’impietoso ritratto che emerge dalla nuova edizione del rapporto «La povertà a Roma: un punto di vista» — 180 pagine con focus dedicati a immigrati, anziani soli, salute mentale e dipendenze — presentato questa mattina dalla Caritas diocesana. In ogni municipio capitolino, infatti, si registrano circa 10.000 persone ultrasessantacinquenni che non raggiungono il reddito annuo di 11.000 euro, per un totale complessivo di 146.941 abitanti: «Un’intera grande città fatta di anziani che vivono di stenti dentro una grande metropoli contemporanea», sottolinea il rapporto.

Tra i nuovi fenomeni riscontrati dal rapporto anche quello riguardante gli anziani del cosiddetto “barbonismo domestico”: l’isolamento e l’abbandono della cura di sé si sono tradotti in forme e stili di vita simili al barbonismo di strada ma vissuti negli appartamenti privati. «Le case si trasformano, nel tempo, in luoghi di accumulo, quasi fossero delle discariche. Le gravi condizioni igieniche diventano allarmanti e determinano il malumore o le proteste dei vicini», rileva il rapporto.
Ma anche per i giovani e le famiglie sono tempi duri: un quarto dei giovani romani sono disoccupati, il 51,6 per cento vive con lavori atipici e i “Neet” (giovani che non studiano, non lavorano né cercano una occupazione) raggiungono la cifra record di 134.556, con un aumento del 68,3 per cento in 10 anni. Anche le famiglie con un solo occupato e senza una pensione sono aumentate in 10 anni del 47,8 per cento, mentre sfiorano quota 100.000 (92.790) le famiglie senza occupati.
Tra i dati più impressionanti del rapporto anche quello sull’ereditarietà dell’esclusione sociale: spesso i poveri più giovani sono figli di famiglie travolte da spaventose posizioni debitorie (affitti o bollette non pagate), costretti ad accettare lavori in nero per fermare atti di pignoramento che diverrebbero esecutivi in presenza di un reddito certificato. Inoltre, la situazione debitoria dei genitori o la fragilità delle famiglie finisce col deprimere in partenza sogni di realizzazione, desiderio di istruzione e mobilità sociale.
Le “antenne” della Caritas di Roma — 3 centri d’ascolto diocesani, 145 centri d’ascolto parrocchiali e una rete di altri 50 centri sparsi sul territorio — seppur in presenza di alcuni segnali in controtendenza, registrano un aumento della povertà e l’aggravamento di molte situazioni. In un anno la Caritas di Roma ha dato ascolto a 21.149 persone in stato di bisogno, con 4.000 volontari e il coinvolgimento di oltre 6.000 giovani.

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17 novembre 2019

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